L’ex sindaco di Valbondione, Walter Semperboni (nella foto, il 3 marzo per l’ultima volta nell’ufficio del municipio), interviene per replicare ai consiglieri comunali dimissionari che sabato 16 maggio hanno tenuto un’assemblea pubblica per spiegare le ragioni della loro decisione.
“Partiamo dalle dimissioni date: lo hanno fatto senza avere il coraggio di avvisarmi, anche se io alle 7 ero già in ufficio e loro alle 8,30 sono venuti in municipio a rassegnare le dimissioni in accordo con la minoranza. I consiglieri dimissionari non hanno rispettato il mandato datogli dai cittadini di Valbondione. Dopo essere stato sfiduciato nel 2020 dalla sindaca Romina Riccardi, io sono rimasto consigliere e ho continuato a lavorare per il paese per il rispetto di chi ha avuto fiducia in me. Men che meno, ho fatto comunella con la lista contrapposta, come invece hanno fatto loro.
Mi si incolpa di essere stato accentratore e decisionista, epiteti che cozzano con il dire che il Comune fosse fermo. Nessuno ‘stile podestà’ è stato utilizzato dal sottoscritto ma, purtroppo, in Comune c’eravamo soltanto io e Federica Villa. Tant’è che su alcune decisioni ho dovuto chiedere spunti anche agli impiegati. Tanto avevano voglia di lavorare e di impegnarsi, che chi era delegato al Bim e in Comunità montana è risultato assente alla maggioranza delle riunioni. Hanno proposto progetti in questi enti? Assolutamente no, tant’è che su impegno di Carlo Rodigari, parlando con il presidente del Bim, abbiamo ottenuto 30 mila euro a fondo perduto per la sistemazione della strada di Redorta.
Decisionista? Tanto che il vicesindaco è stato scelto dal gruppo, pur essendo prerogativa del sindaco. Scarso coinvolgimento? Sicuramente sì, visto che la decisione di ritrovarci il sabato è subito naufragata perché non si presentava nessuno tranne io, Federica Villa e Felice Pulone al telefono. L’ultima Giunta del mio mandato è stata fatta alle 22,15 perché non trovavo i due assessori Michael Serperboni e Dario Fusè. Ho collaborato più con Mario Marzani, candidato a sindaco mio concorrente, che ha portato progetti per il ponte tibetano e dei bagni in Maslana, che con i miei consiglieri. E lui non ha dato le dimissioni.
Le isole ecologiche sono state posizionate con un tempo più lungo per la nota vicenda della Setco e perché ritenevamo troppe 9 isole nel territorio di Valbondione, poiché avevamo comunque deciso di mantenere il servizio porta a porta per i residenti. Quando ci è stato detto che dovevamo accettare il numero proposto o saltava il progetto, abbiamo accettato.
Vicenda comprensorio e concessioni per gli impianti di risalita: vista la nebulosità della cosa, abbiamo fatto parecchie call con l’avvocato Saul Monzani (il legale di nostra fiducia), presente il sottoscritto, Federica Villa, il segretario e Florindo Albricci, che forse si dimentica di essere stato il presidente della commissione per il comprensorio. Nei mesi di vita di questa, nessuno studio né progetto è stato presentato in Consiglio comunale. In queste call l’avvocato ha chiaramente detto come le concessioni siano state date erroneamente per il passato dal Comune, poiché la titolarità è di Comunità montana.
L’auto comunale è stata utilizzata dal sottoscritto in veste di sindaco. L’ho detto a più riprese in Consiglio comunale ricordando che veniva usata per portare i pasti agli anziani il lunedì, martedì e mercoledì dal sottoscritto, scendevo a Bergamo con gli ammalati quando non c’erano i volontari e presenziavo alle manifestazioni a cui venivo invitato. Tant’è che rimborsi spese da parte del sindaco non ve ne siano, ma di altri consiglieri sì.
Per altro in Comune, insieme ai tecnici, ci siamo incontrati con il presidente della ‘Nuova Lizzola Onlus’, Omar Semperboni ma, forse affetto da smemoratezza, non se ne ricorda. È poi demenziale l’intervento di Sergio Piffari che sminuisce l’intervento del ponte di Lizzola dicendo che pure il ponte di Valbondione andasse fatto, visto come si potessero ricevere fondi statali. Spiace ricordare a questo signore, che ha ricoperto incarichi parlamentari, con annessi e connessi, come per i due ponti il sottoscritto avesse già recepito i fondi da Regione Lombardia a fondo perduto grazie al consigliere Roberto Anelli, indi per cui non si potessero avere due finanziamenti per identici lavori. Tutti gli abitanti sanno come i lavori del ponte non siano strutturali, ma di sistemazione di alcune travi, ergo: nessun pericolo.
Chiudo con il ricordare cosa sia stato fatto in un anno e otto mesi di mandato, iniziato senza ufficio tecnico, né ufficio turistico, né operatori ecologici. Riaperto l’ufficio turistico aderendo a PromoSerio, ripristinato l’ufficio tecnico, riaperto l’ostello Casa Corti, ora albergo, ho riportato il medico, è stato attivato il bancoposta, interventi strada di Lizzola per 80 mila euro, sistemazione ponte di Lizzola 120 mila euro e avanzo dei famosi 350 mila per sistemazione ponte di Valbondione, isole ecologiche, asfaltatura strada che porta alla pista ciclabile con 30 mila euro versato da Enel, con progetto avviato di ristrutturazione di casa Enel ex capi centrale con un esborso che supererà il milione di euro, con l’idea già avviata di poter fare un ramo dell’Università di Bergamo, stile Unimont di Edolo. Allontanamento degli immigrati, inizio riscossione di tasse non pagate.
Ringrazio Fiorenzo, Fabio, Bernardo, Sergio, Carlo, Steven, Giacomo, Carola, tutte le associazioni, Federica e Felice miei consiglieri, gli impiegati comunali e l’ex segretario Stefano De Filippis. Auguro un buon lavoro al commissario per il bene del paese e ringrazio i componenti di ‘Valbondione sul Serio’ perché senza di loro non avrei potuto farmi conoscere dai miei cittadini e turisti e dimostrare con quanta passione ho assunto il ruolo di sindaco. Dal mio ufficio nessuno è uscito con un no, perché un no vuol dire non voglia di impegnarsi”.



















