L’attività di monitoraggio e di contrasto alle violazioni dei vincoli paesaggistici, insieme alla lotta contro i diffusi abusi edilizi, rappresenta uno dei compiti principali dei Nuclei Carabinieri Forestale in provincia di Bergamo. L’importante patrimonio boschivo bergamasco è considerato a tutti gli effetti un bene paesaggistico tutelato: il Testo Unico in materia di foreste e filiere forestali (D.Lgs. 3 aprile 2018, n. 34) e il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42) stabiliscono infatti che in Italia tutti i boschi sono considerati Beni Paesaggistici. Nello specifico, la legge tutela i territori coperti da foreste e da boschi (anche se danneggiati dal fuoco) e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento. L’azione di vigilanza include anche gli accertamenti e il monitoraggio degli alberi monumentali iscritti nel registro nazionale.
I risultati di queste operazioni, a partire da gennaio 2026, hanno portato a 26 illeciti amministrativi contestati; 7 reati accertati;
13 persone denunciate alla Procura di Bergamo. In Valle San Martino a seguito di una segnalazione riguardante una sospetta potatura di un albero monumentale, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Almenno San Salvatore, in collaborazione con la Direzione generale dell’economia montana e delle foreste – DIFOR, hanno sanzionato un’impresa. Quest’ultima aveva eseguito una potatura molto invasiva senza richiedere il parere obbligatorio e vincolante del Ministero dell’agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste (MASAF). La sanzione, prevista dalla Legge 10/2013 a tutela degli alberi monumentali, è stata fissata a 5.000 euro.
Sempre in Valle San Martino grazie a una segnalazione qualificata e ai successivi accertamenti congiunti con l’ufficio tecnico comunale, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Almenno San Salvatore hanno individuato la realizzazione non autorizzata di opere a servizio di un’attività agricola. Su terreni privati sono state trovate tettoie in lamiera, container e modifiche al profilo del terreno. Il responsabile, un cittadino italiano di 55 anni, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria di Bergamo per reati edilizi e paesaggistici.
In valle Imagna a seguito di un’ulteriore segnalazione e di indagini condotte in collaborazione con l’ufficio tecnico comunale, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Almenno San Salvatore hanno accertato la presenza di opere edilizie (una recinzione, un edificio in legno e una pedana) realizzate senza alcun titolo autorizzativo in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico. La proprietaria, una cittadina italiana di 48 anni, è stata denunciata alla Procura di Bergamo per abuso edilizio e paesaggistico.
In Bassa Val Seriana i militari dei Nuclei Carabinieri Forestale di Curno e Gandino, in stretta sinergia con la Comunità Montana Valle Seriana, sono intervenuti all’interno di un’ex cava. I Carabinieri Forestali hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria due cittadini italiani residenti in zona (il responsabile dell’azienda e il direttore dei lavori) per aver eseguito interventi in assenza di autorizzazioni (o in difformità da esse) in un’area vincolata e all’interno delle fasce di rispetto dei reticoli idrici minori.
In Alta Val Seriana i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Gromo hanno concluso un’indagine in ambito urbanistico, edilizio e forestale riguardante un cantiere per la ricostruzione di un fabbricato a scopo turistico-ricreativo. I lavori di ricostruzione del rudere venivano eseguiti in un’area boscata (classificata come tale dal piano di indirizzo forestale vigente) senza i necessari titoli abilitativi, senza l’autorizzazione paesaggistica per lo svincolo idrogeologico e senza il permesso per la trasformazione del bosco. Tre cittadini italiani (proprietario/committente, progettista ed esecutore materiale) sono stati denunciati alla Procura di Bergamo.
Le conseguenze penali: in base all’articolo 44 del Testo Unico sull’Edilizia (D.P.R. 380/2001) e al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004), gli interventi in aree vincolate eseguiti senza autorizzazione (o in modo difforme) sono puniti con l’arresto fino a 2 anni e con un’ammenda compresa tra 15.493 e 51.645 euro.


















