Da come era stata presentata all’inizio la notizia, sembrava che per la ex colonia Dalmine di Castione della Presolana fosse ormai imminente, e sarebbe stata anche l’ora, il recupero. Addirittura si era tornato a parlare di quella che anni fa pareva essere la sua destinazione: sede del Centro di formazione professionale alberghiero regionale di Clusone. Ma fin dalle prime informazioni, a cominciare da questo Centro di formazione alberghiero che nel tempo si è trasformato in Azienda bergamasca formazione in cui l’alberghiero è solo uno dei settori di competenza, davano a intendere che qualche notizia strada facendo era stata un po’ distorta.
Quindi: partiamo dal fatto che la novità di oggi non si riferisce alla riconversione imminente dell’ex Colonia. Eccoci alla sostanza. Il Comune di Castione della Presolana oggi ha avuto comunque di che gioire poiché l’informativa che ha dato l’assessora regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi alla Giunta ha messo la parola fine a un contenzioso che rischiava di far pagare all’Amministrazione oggi guidata dalla sindaca Samantha Tagliaferri quasi un milione di euro.
L’informativa alla Giunta regionale era infatti incentrata sulla chiusura dei conti di questa operazione che era partita nel 2000 – stiamo parlando di 26 anni fa – come Accordo di programma che avrebbe dovuto portare Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comunità montana e Comune di Castione della Presolana al recupero e alla trasformazione dell’ex Colonia Dalmine nella nuova sede del Centro di formazione professionale alberghiero regionale di Clusone.
Ma strada facendo, come lo stato del complesso della ex Dalmine mostra purtroppo ancora oggi, i piani sono cambiati e nel 2007 l’accordo è stato modificato in maniera sostanziale, assegnando gli 11 milioni di euro originariamente previsti alla Provincia (circa 5 milioni per la Formazione professionale) e al Comune di Castione della Presolana. Per quest’ultimo circa 6 milioni di euro, utilizzati per l’acquisto dello stabile dell’ex colonia e per interventi di sviluppo territoriale.
Ecco, è stato su questa cifra che alla Regione non tornavano i conti e, più o meno un anno fa, quando la nuova amministrazione di Samantha Tagliaferri si è insediata ha trovato nel cassetto anche questa patata bollente: dover rimborsare al Pirellone quasi un milione di euro.
Da qui la serie di incontri e di chiarimenti tra gli uffici per arrivare a un accordo, con la dimostrazione che la cifra in discussione era stata effettivamente utilizzata per interventi consoni alla destinazione che era stata imposta dalla convenzione con la Regione.
Il 10 giugno la segreteria tecnica dell’assessorato regionale guidato da Simona Tironi ha concluso l’istruttoria finale sulle rendicontazioni di Castione della Presolana, accertandone la correttezza. Il 29 giugno si è pronunciato anche il Collegio di vigilanza, dichiarando concluso l’Accordo di programma di quel lontano anno 2000. Ma è bastato leggere le parole “Conclusione dell’Accordo di programma” sull’ex Colonia Dalmine che sono partiti dichiarazioni e commenti che si sono rivelati a dire poco fuori luogo.
Per Castione della Presolana resta la buona notizia dei conti chiusi. Tuttavia la riconversione del grande complesso immobiliare è aperta più che mai.


















