Ha ormai le ore contate la casa parrocchiale di Gorno, che nei prossimi giorni – molto probabilmente a cominciare da venerdì 10 luglio – verrà demolita per cercare di mettere in sicurezza l’area attorno alla chiesa parrocchiale di San Martino vescovo, che da un momento all’altro dovrebbe crollare. Un destino segnato, insomma, per questi due edifici storici della comunità della Valle del Riso, per via dell’instabilità del sottosuolo e dei continui cedimenti del terreno.
Dalle 7 di mercoledì 8 luglio e fino a mercoledì 22 luglio, salvo imprevisti e comunque fino alla conclusione dei lavori, sono scattate le chiusure decise dal sindaco Giampiero Calegari al fine di consentire l’allestimento del cantiere e l’arrivo dei mezzi e delle maestranze che saranno impegnati nella demolizione. Per la precisione si tratta dei parcheggi antistanti la casa parrocchiale, adiacente al campanile e alla chiesa, ma anche la piccola strada che da lì dà accesso al cimitero. I cartelli indicano i lavori in corso e l’area da lasciare libera, così come il percorso pedonale da seguire per recarsi al camposanto. In particolare, l’accesso pedonale sarà comunque garantito dalla scaletta di via del Console.
È stato intorno alle 10,30 che i mezzi della Edilscavi di Damiano Perani, un’impresa locale che è specializzata in demolizioni, hanno fatto la loro comparsa nella piccola piazza posta tra la chiesa parrocchiale e l’ex casa canonica. Su un camion a rimorchio è arrivata la grossa ruspa che nelle prossime ore abbatterà l’edificio che un tempo ospitava i sacerdoti in servizio a Gorno.
Quelle di queste ore sono operazioni preparatorie del cantiere che entrerà nel vivo forse da venerdì 10 luglio, quando il titolare Damiano Perani, incaricato dalla parrocchia di San Martino vescovo, darà il via alla demolizione vera e propria. Saranno necessari, secondo le previsioni, quattro o cinque giorni di lavoro per completare il tutto. Intanto gli occhi restano puntati sulla chiesa parrocchiale, completamente recintata proprio per il rischio di crollo ormai imminente, come indicano i cartelli di pericolo affissi sui pannelli che delimitano l’area di sicurezza. Anche a colpo d’occhio, specie in alcuni punti, si osservano crepe vistose che indicano in modo inequivocabile la sorte dell’edificio.
Le operazioni di messa in sicurezza sono coordinate da Parrocchia e Comune, con le autorizzazioni della Curia di Bergamo e della Soprintendenza. La chiesa di San Martino, riedificata e inaugurata nel 1932 dopo analoghe demolizioni nel passato, aveva destato allarme già nel 1956 per la comparsa di crepe, poi la situazione è degenerata fino alla decisione della chiusura al culto e, nei mesi scorsi, all’annuncio che non ci sono più speranze per salvarla.





















