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Indagine di Polizia e Finanza, sequestro da 1,5 milioni a un italo-cinese

La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Brescia hanno sequestrano 1,5 milioni di euro in esecuzione a una misura di prevenzione personale e patrimoniale. È avvenuto nella giornata di venerdì 17 luglio, quando gli investigatori della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine della Questura di Brescia e i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Brescia hanno dato esecuzione a un decreto di applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale disposto a carico di un italiano di origine cinese, già coinvolto in diverse attività investigative coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Brescia.

In particolare, questa figura era emersa nell’ambito dell’operazione “Atto Finale” condotta dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza che, nell’ottobre del 2021, aveva portato all’emissione di ordinanze applicative di misure cautelari a carico di 14 soggetti appartenenti a un sodalizio criminale vicino ad ambienti di matrice ‘ndranghetista. Nello specifico, avvalendosi della creazione e dell’utilizzo di 20 società “cartiere” italiane e tre con sede in Polonia, operanti nel settore dei metalli ferrosi, della plastica e del legno, avrebbe organizzato un sistema fraudolento basato su fatture per operazioni inesistenti per oltre 55 milioni di euro emesse a vantaggio di imprese locali, attuando una sofisticata e pericolosa forma di “inquinamento” dell’economia legale.

Nei confronti dell’italiano di origine cinese erano state accertate condotte criminali di natura estorsiva in concorso con elementi collegati alla criminalità organizzata, per le quali, con sentenza del Tribunale di Brescia, nel 2024 era stato condannato in via definitiva a 5 anni di reclusione. Contestualmente, nel corso dell’operazione “Tornado” effettuata dai Finanzieri del Nucleo P.E.F. di Brescia, l’uomo sarebbe emerso quale membro di un’associazione italo–cinese che avrebbe offerto un servizio bancario occulto per il trasferimento di ingenti capitali illeciti derivanti dalle attività di narcotraffico. Denaro che sarebbe poi confluito, proprio per suo tramite, in un complesso sistema di riciclaggio per “monetizzare” fatture false per il valore di circa 375 milioni di euro emesse da “imprenditori” compiacenti.

In ragione di tale curriculum criminale, la Direzione Distrettuale Antimafia ha delegato alla Squadra Mobile e alla Divisione Anticrimine della Questura di Brescia nonché al Nucleo P.E.F. della Guardia di Finanza accertamenti mirati, anche di natura economico-patrimoniale, finalizzati all’adozione delle misure di prevenzione previste dalla normativa antimafia. Al termine il Tribunale di Brescia – Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo tutto l’impianto della proposta sottoscritta dal Procuratore della Repubblica e dal Questore della Provincia di Brescia, nonché la requisitoria del Pubblico Ministero, ha emesso nei confronti del cittadino italiano di origine cinese il provvedimento con cui è stata disposta la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per 5 anni con obbligo di soggiorno nel Comune di dimora, nonché la confisca di prevenzione di 950.447 euro (già sequestrata nell’ambito dell’operazione “Tornado”), di altri beni per 465.558 euro, corrispondenti alla sproporzione patrimoniale accertata, e di due auto, per un valore complessivo pari a circa 1,5 milioni di euro

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