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Siccità, allarme in Lombardia: “Poca acqua disponibile”

Si fa sempre più difficile la situazione idrica in Lombardia a causa del perdurare della siccità. Grazie al coordinamento del tavolo di confronto in Regione a Milano, alla collaborazione di tutti i partecipanti, al monitoraggio continuo e a una gestione parsimoniosa della risorsa idrica, dal Pirellone hanno stimato che a oggi è stato erogato il 30% di acqua in più rispetto allo stesso periodo dell’anno della siccità 2022, con un deficit idrico del 50%. Salvato il primo raccolto, permangono forti criticità soprattutto per la coltura del riso.

Da questi dati è partito, mercoledì 29 luglio, il confronto al tavolo convocato in Regione Lombardia dagli assessori Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica), Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) e Giorgio Maione (Ambiente e Clima). Ha dichiarato Sertori: “Ci stiamo coordinando e cercando di gestire al meglio la poca risorsa idrica che abbiamo, per evitare semplificazioni e posizioni impraticabili nella ricerca di soluzioni, che non risolvono il problema”.

La situazione è davvero critica. “Con questa gestione parsimoniosa della poca risorsa disponibile – ha aggiunto Sertori – siamo riusciti a raggiungere il primo raccolto; restano criticità per la coltivazione del riso che dipendono molto dall’acqua che proviene dal lago Maggiore, in sofferenza, e dal Piemonte. Proprio nel tavolo abbiamo chiesto un ulteriore supporto alla Svizzera, che ha centrali idroelettriche a monte, e ai concessionari italiani, in particolare con Enel. Vediamo se grazie a questa azione riusciamo almeno a contenere i danni alle colture di riso. Un nuovo accordo lo abbiamo chiuso con i concessionari di parte lombarda, tra bacino dell’Adda e Oglio, di particolare importanza per arrivare alla conclusione della stagione irrigua, cosi come l’accordo fatto sul lago di Idro. Stiamo cercando di trovare una nuova intesa con Terna per concludere almeno la stagione irrigua su tutto il bacino del Chiese”.

Sulla questione è intervenuto anche l’assessore regionale Beduschi. “La severità delle condizioni  attuali – ha detto – porta a una grande responsabilità di tutti gli attori del sistema agricolo. Arriveremo ai primi giorni di agosto, poi la stagione irrigua si fermerà. Quest’anno è andata meglio del 2022,  abbiamo salvato i primi raccolti, ora le preoccupazioni sono sulla parte ovest della regione, sulle aree risicole, dove concentreremo tutti gli sforzi. Occorre pianificare meglio le colture, i secondi raccolti diventano sempre più improbabili se non inizi prima. Non c’è grande prospettiva per il mese di agosto, arrivare a settembre con l’irrigazione è, di fatto, impossibile. Bisogna che anche questo tavolo ragioni sul raffinare i metodi irrigui, perché abbiamo ancora abitudini che comportano grande dispendio di risorsa. Le nuove tecniche forse ci potranno avvantaggiare. Il tavolo di confronto regionale dovrà pianificare il futuro sicuramente in modo più razionale”.

Per l’assessore regionale Maione, la “situazione è grave ma non compromessa, indice di un sistema attorno al quale gravitano tutti gli attori interessati al bene acqua. Che comunque sta funzionando grazie a un grandissimo senso di responsabilità. Il lavoro dei mesi passati ci porta a gestire una situazione seria ma affrontabile. Con l’approvazione della strategia per l’adattamento al cambiamento climatico ci stiamo dando misure e strumenti affinché questa situazione non resti una contingenza da affrontare. L’adattamento climatico è una sfida che la Lombardia deve perseguire con pragmatismo e responsabilità. Le politiche che stiamo sviluppando possono diventare leve concrete di sviluppo, attrattività e miglioramento della qualità della vita”.

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