Sebino, Franciacorta, Valle Camonica, riviera del Garda e Valle Trompia, oltre a Brescia e al suo hinterland, sono le località in cui sono stati intensificati i controlli da parte della Guardia di Finanza. Questo nell’ambito di un dispositivo di verifiche economiche del territorio predisposto per la stagione estiva 2026. In particolare, i reparti del Comando provinciale delle Fiamme gialle di Brescia hanno eseguito, nel solo bimestre giugno-luglio, 63 interventi nelle principali località turistiche della provincia.
L’attività, condotta dal Gruppo di Brescia, dalle Compagnie di Breno, Desenzano del Garda e Rovato e dalle Tenenze di Salò e Gardone Val Trompia, ha interessato in via prioritaria i comparti maggiormente esposti alla stagionalità e al ricorso a manodopera irregolare: ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere, campeggi, noleggio di imbarcazioni e attrezzature, servizi alla persona e locazioni brevi.
In una nota la Finanza segnala che “la selezione degli obiettivi è stata orientata da specifici indici di rischio elaborati anche attraverso il pattugliamento dell’ecosistema digitale. Il monitoraggio dell’offerta pubblicizzata in rete ha consentito di far emergere i disallineamenti tra l’attività effettivamente promossa on-line — capacità ricettiva, periodi di apertura, servizi offerti — e le risultanze delle banche dati istituzionali, indirizzando gli interventi verso le posizioni connotate da maggiore pericolosità fiscale e contributiva. Ne è derivato un dispositivo a elevata selettività, come attesta la percentuale di irregolarità riscontrata”.
Gli accertamenti si sono conclusi con l’individuazione di 94 posizioni irregolari; tre controlli sono tuttora in corso di svolgimento. Il dispositivo ha permesso di individuare complessivamente 66 lavoratori impiegati “in nero”, in totale assenza di comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto, e 28 lavoratori irregolarmente occupati. Nei confronti di 16 esercizi è stato richiesto il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, avendo riscontrato una percentuale di manodopera in nero superiore ai limiti di legge.
Numerose posizioni hanno inoltre evidenziato la corresponsione di retribuzioni in contanti, in violazione degli obblighi di tracciabilità introdotti dalla legge n. 205 del 2017: una prassi che, oltre a integrare un autonomo illecito amministrativo, riduce la trasparenza del rapporto di lavoro e le tutele del prestatore d’opera.
In un solo caso, durante un controllo eseguito in un’attività che aveva organizzato un evento pubblico, sono state rilevate violazioni in merito all’impiego di 10 lavoratori in nero e 2 irregolari. Nel medesimo contesto, è stato accertato che il locale era privo della SCIA antincendio e che, contestualmente, non aveva richiesto l’autorizzazione per l’esercizio dell’attività di pubblico spettacolo in maniera imprenditoriale.
Specifica attenzione è stata riservata al fenomeno dell’abusivismo ricettivo, con 18 interventi diretti a verificare l’avvio di strutture e la relativa pubblicizzazione, anche attraverso i principali portali telematici di prenotazione. Sono state riscontrate strutture avviate e offerte al pubblico in assenza dei prescritti titoli, nonché due casi di mancata esposizione del Codice Identificativo Nazionale, adempimento posto a presidio della tracciabilità dell’offerta ricettiva e della leale concorrenza tra operatori.
Sul versante fiscale, due distinte posizioni riferite a locazioni immobiliari nel comune di Tignale hanno evidenziato l’omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi per le annualità dal 2020 al 2024, con il recupero di una base imponibile di circa 200.000 euro. In parallelo al contrasto del lavoro sommerso e delle irregolarità tributarie, sono stati eseguiti 445 controlli in materia di regolare emissione degli scontrini e delle ricevute fiscali, dei quali 97 sono risultati irregolari.
Si legge ancora nella nota della Guardia di Finanza: “Il dispositivo estivo ha trovato un moltiplicatore di efficacia nel protocollo d’intesa sottoscritto il 19 maggio 2026 tra il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia, la Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate e l’Associazione Comuni Bresciani, che ha esteso all’intero territorio provinciale un modello strutturato di cooperazione informativa tra amministrazione finanziaria, polizia economico-finanziaria ed enti locali”.
L’intesa valorizza il patrimonio conoscitivo di cui i Comuni dispongono in ragione della loro prossimità al territorio — le banche dati dello Sportello Unico per le Attività Produttive, le segnalazioni relative ai cambi di gestione degli esercizi, i dati dell’imposta di soggiorno e della tassa rifiuti, le comunicazioni in materia di strutture ricettive — che l’intesa consente di tradurre in segnalazioni qualificate suscettibili di sviluppo investigativo. Rientrano in questa prospettiva i controlli sulle locazioni brevi e sull’abusivismo ricettivo, ambiti nei quali il raccordo con gli uffici comunali è determinante.
La collaborazione con l’Agenzia delle Entrate consente, a valle dei riscontri operativi, di ricondurre le irregolarità rilevate sul campo alla ricostruzione della effettiva capacità contributiva dei soggetti interessati, in un’ottica di reciproca integrazione tra il controllo di polizia economico-finanziaria e l’attività di accertamento tributario. Ai Comuni, per parte loro, il modello restituisce un ritorno diretto in termini di recupero di entrate proprie e di regolarizzazione dell’offerta ricettiva presente sul territorio.
Complessivamente sono state contestate sanzioni amministrative per un importo minimo di 183.300 euro, suscettibile di elevarsi fino a circa 366.600 euro, in ragione della graduazione operata in sede di definizione dei singoli procedimenti.
La concentrazione dei risultati in un arco temporale di due soli mesi restituisce la misura dell’intensificazione impressa al dispositivo nel periodo di massima affluenza turistica. L’azione della Guardia di Finanza di Brescia, condotta in sinergia con i Comuni e con l’Agenzia delle Entrate e destinata a proseguire per l’intero arco della stagione, è diretta non soltanto al recupero delle risorse sottratte all’Erario e alla contribuzione previdenziale, ma anche alla tutela dei lavoratori esposti a condizioni di occupazione prive di garanzie e alla salvaguardia delle numerose imprese del comparto turistico che operano nel rispetto delle regole, alle quali la concorrenza sleale di chi ricorre al sommerso arreca un pregiudizio diretto.


















