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Maltempo, il presidente Fontana: “Chiesto lo stato di emergenza”

La Regione Lombardia punta a ottenere dal Governo il riconoscimento dello stato di emergenza dopo i danni legati alle intense piogge dei giorni scorsi. Ha fatto sapere il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: “Ho chiesto al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, il riconoscimento dello stato di emergenza per i danni provocati dall’ondata di maltempo che si è abbattuta in varie parti del territorio lombardo”.

Fontana ha incaricato gli assessori Romano La Russa (Protezione civile e Sicurezza) e Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi) di predisporre tutta la documentazione necessaria per formalizzare la richiesta. “Ringrazio il ministro Musumeci – ha detto ancora il presidente della Lombardia – che mi ha garantito che sottoporrà al Consiglio dei ministri l’istanza non appena possibile”.

Nel corso dell’evento le precipitazioni hanno raggiunto livelli eccezionali, con accumuli fino a 270 millimetri sulle Alpi Orobie e fino a 260 millimetri sull’Alto Lago di Como. Sono oltre 450 gli interventi effettuati dai Vigili del fuoco sul territorio lombardo. Tra le situazioni più delicate, oltre al crollo del ponte che collega la frazione di Rino a Sonico, in provincia di Brescia, l’evacuazione di circa 250 persone da un campeggio a Isola di Fondra, in provincia di Bergamo, e l’isolamento di alcuni Comuni della Val Brembana. Frane, smottamenti ed esondazioni hanno interessato anche la Valtellina, la Valchiavenna e il Comasco.

“La situazione che si è determinata richiede una risposta adeguata alla portata degli eventi – ha detto Comazzi – e pertanto siamo in costante contatto con i Comuni e con gli enti impegnati sul campo per garantire la messa in sicurezza delle aree interessate e il ripristino della viabilità e delle infrastrutture. Ora è necessario completare una ricognizione puntuale delle conseguenze del maltempo e assicurare alle comunità coinvolte tutto il supporto necessario”.

Per l’assessore La Russa la sottolineatura è sugli sforzi messi in campo: “La sala operativa della Protezione civile è attiva H24 e in costante raccordo con i sindaci, anche attraverso gli Uffici territoriali regionali. Le situazioni più rilevanti riguardano il Bresciano, in particolare la Val Camonica, la Bergamasca, con le alte valli Seriana e Brembana, e la provincia di Sondrio. In questi contesti si sono registrati i danni maggiori e le principali interruzioni viabilistiche e, di conseguenza, sono stati necessari interventi tecnici urgenti da parte degli enti proprietari delle strade, dei Vigili del fuoco e del volontariato di Protezione civile”.

Ha aggiunto che  “il compito in queste ore è soprattutto quello di assistere la popolazione, in particolare nei casi in cui si sono rese necessarie evacuazioni o allontanamenti dalle abitazioni, essenzialmente a scopo precauzionale, garantendo assistenza anche nei luoghi di accoglienza. Abbiamo avuto anche un campeggio evacuato a Isola di Fondra, con circa 250 persone. In questo caso, il volontariato ha fornito tutte le attività di supporto, compreso l’allestimento del centro di accoglienza”.

“I servizi sanitari e di emergenza sanitaria – sono ancora le parole di Romano La Russa – sono stati potenziati da AREU e dalle direzioni sanitarie competenti, in stretto raccordo con il sistema di gestione dell’emergenza. In provincia di Brescia è emersa anche la necessità di garantire il soccorso sanitario e la viabilità, che è fondamentale per assicurare gli interventi di emergenza sanitaria”.

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