Si continua a parlare delle difficoltà legate ai medici di famiglia in alta Valle Seriana. Ancora una volta ad essere coinvolti sono i Comuni di Gromo, Valgoglio e Valbondione, rimasti senza medici nel corso dell’anno. Ats Bergamo aveva poi attivato il servizio Cad, che ha visto arrivare in Alta Valle i dottori Fabrizio Minelli e Emanuela Savina Manella, che hanno assistito i pazienti per alcune ore alla settimana a Gromo e Valbondione. I primi cittadini restano comunque in allarme per la situazione e hanno deciso di scrivere ad Ats e Asst per avere maggiori informazioni a riguardo e soprattutto dopo non aver avuto risposta ad una loro precedente comunicazione.
“Non avendo ricevuto alcuna risposta alla nostra comunicazione prot. n. 7060 del 15.12.2023 -si legge nella nota firmata da Sara Riva-Sindaco di Gromo, Romina Riccardi-Sindaco di Valbondione e Angelo Bosatelli-Sindaco di Valgoglio-, con la quale chiedevamo riscontro in merito alle sorti del Cad attualmente presente a Gromo e Valbondione la cui gestione, a partire dal mese di gennaio 2024, dovrebbe essere trasferita dall’ATS all’ASST, siamo con la presente a sollecitare un tempestivo riscontro e un incontro con tutti i soggetti in indirizzo. Ribadiamo nuovamente il fatto che la carenza di medici di base ha rappresentato, negli ultimi anni, un enorme disagio per gli abitanti dell’Alta Valle Seriana. Ci è giunta voce che il servizio in parola sia destinato a essere rivisto secondo modalità che potrebbero addirittura determinarne la chiusura a partire dall’ 1 gennaio 2024”.
“Posto che -conclude la lettera dei Sindaci-, negli ultimi mesi, il servizio aveva riscontrato soddisfazione da parte degli utenti e che aveva parzialmente risolto i numerosi problemi riconducibili alla carenza di medici di medicina generale, chiediamo ad ASST di dare continuità al CAD con le medesime modalità sino ad oggi applicate. Sarebbe a nostro avviso a dir poco scandaloso che i cittadini fossero nuovamente privati di un servizio fondamentale come quello dell’assistenza primaria a causa di decisioni che non tengono minimamente in considerazione le esigenze del territorio”.

















