Sono in arrivo anche in provincia di Bergamo i manifesti della campagna di affissioni lanciata dal gruppo regionale del Partito Democratico in vista della discussione in Aula il prossimo 21 ottobre, della legge di iniziativa popolare che nel corso del 2024 ha raccolto oltre centomila firme. A Milano e nei capoluoghi di provincia compariranno oltre mille tra manifesti, gonfaloni e per la prima volta anche adesivi a terra e saranno esposti fino a fine settembre.
«Vent’anni fa – sostiene Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Regione e componente della segreteria nazionale dem – la sanità lombarda era la migliore d’Italia e oggi non è più assolutamente così. E questo ce lo dicono le migliaia di testimonianze che noi da ormai due anni abbiamo raccolto con la campagna “Con la salute non si scherza”, ma ce lo dicono anche le tante rilevazioni di enti indipendenti che hanno fotografato il decadimento di un servizio, soprattutto in relazione proprio al tema dell’accesso. Quindi, Regione Lombardia oggi non si trova neanche in Europa League, per dirla in termini calcistici, nel senso che siamo diventati incredibilmente la settima Regione d’Italia nella classifica delle migliori in sanità. In questo quadro, noi abbiamo fatto diverse proposte, azioni, iniziative. Bisogna cambiare e per questo ci siamo mobilitati, noi come altri soggetti politici, la società civile, le organizzazioni sindacali e in questo contesto abbiamo raccolto oltre centomila firme a sostegno della nostra proposta di legge di iniziativa popolare che si fonda su alcuni principi: la necessità di cancellare l’equivalenza tra pubblico e privato, quindi rimettendo al centro gli interessi della sanità pubblica, sul primato della prevenzione della medicina territoriale, sulla necessità di provvedere all’integrazione tra i servizi, quello sanitario e i servizi sociali, il bisogno di intervenire per rafforzare l’assistenza domiciliare».
«Poi – prosegue Majorino – c’è l’urgenza di mettere mano alle liste d’attesa attraverso interventi indispensabili come il Centro Unico di Prenotazione (CUP), sistema su cui la Giunta regionale sta fallendo dal 2015, perché non lo realizzerà neanche in questo mandato: Fontana e Bertolaso sono riusciti nel capolavoro di fallire anche su questo punto specifico. In questo contesto, dunque, abbiamo raccolto firme, mobilitato energie. A metà ottobre arriverà in Aula la legge di iniziativa popolare. Noi ci crediamo tantissimo, anche a livello nazionale, dove chiediamo di portare al 7.5% rispetto al Pil (Prodotto interno lordo, ndr) la spesa annua in campo sanitario. E in questa cornice noi aggiungiamo un tassello, cioè una campagna di comunicazione e di iniziative territoriali. Noi crediamo che questo tema, l’accesso alle cure, debba essere al centro delle attenzioni di chi governa, che invece pensa ad assetti e poltrone».
«Vogliamo lanciare un messaggio forte e chiaro ai lombardi: il nostro sistema sanitario è in crisi ma invertire la rotta è ancora possibile – spiegano i consiglieri bergamaschi dem Davide Casati e Jacopo Scandella – ; a breve arriverà in Consiglio Regionale il progetto di legge di iniziativa popolare per rimettere al centro la sanità territoriale, la prevenzione, il governo dell’offerta in capo al ‘pubblico’ che deve riacquisire il ruolo di vero pianificatore».
«Nonostante l’eccellenza del personale e delle strutture non si riesce a risolvere il problema delle liste d’attesa infinite, perché il sistema va cambiato dalle radici e serve coraggio e determinazione per evitare che i lombardi siano costretti a pagare per farsi curare in tempi adeguati – aggiungono Casati e Scandella -. Noi abbiamo chiaro dove occorre intervenire e l’abbiamo scritto nero su bianco nella nuova proposta di legge: riportare la garanzia dell’universalità del servizio, investire sulla prevenzione, ridare centralità ai servizi territoriali e garantire un governo pubblico degli erogatori, con una programmazione pubblica regionale secondo i reali bisogni di salute della popolazione lombarda».
Tre i messaggi dei manifesti: “Vuoi curarti? Con la destra aspetti e speri. O paghi”, “Un milione di lombardi rinuncia a curarsi, sei tra questi?” e “La destra governa la Lombardia da trent’anni, e tu da quando aspetti quella visita?”. Tutti e tre sono accompagnati dallo slogan “Cambiare si può”. Tutti i materiali esposti rimandano al sito conlasalutenonsischerza.it, la piattaforma su cui il gruppo regionale dall’estate 2023 raccoglie segnalazioni dei cittadini sui tempi d’attesa troppo lunghi, sulla mancanza del medico di base e di altri servizi e su cui ha accompagnato anche la raccolta firme sulla legge di iniziativa popolare.
La campagna di affissioni sarà accompagnata da una mobilitazione in tutte le province con presidi e volantinaggi, fino alla fine di settembre.


















