Un’area di 1,3 ettari al confine tra i comuni di Alzano Lombardo e Nembro si appresta a cambiare volto. Partiranno entro il prossimo 2 novembre i lavori per la realizzazione di un nuovo intervento di riqualificazione ambientale incentrato sulla biodiversità e sulla creazione di un’area umida, un progetto dal valore complessivo di 210mila euro destinato a concludersi nell’arco di un anno. L’area in questione, situata lungo il tracciato della pista ciclabile, fino al 2009 ospitava scarti e materiali legati ad un’azienda estrattiva. Dopo il passaggio di proprietà al Comune e le successive operazioni di bonifica, la zona era rimasta in attesa di un definitivo rilancio.
L’idea di una valorizzazione ha mosso i primi passi circa tre anni fa grazie all’iniziativa dei cittadini e alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale, i ragazzi e i docenti del Liceo “Amaldi” di Alzano, che avevano inizialmente realizzato due piccole vasche nei pressi della centralina idroelettrica sul fiume Serio.
“Il cuore del progetto -spiega l’amministrazione comunale nembrese- prevede la realizzazione di un’area umida dotata di sei nuove vasche di fitodepurazione. L’impianto funzionerà con un sistema a ciclo continuo: l’acqua verrà prelevata dal fiume Serio, purificata e filtrata naturalmente dalle piante idrofile all’interno delle vasche, per poi essere reimmessa pulita nel corso d’acqua. Nel bacino rimarrà unicamente il volume idrico necessario a compensare la naturale evaporazione. Nei periodi di maggiore siccità, un sistema di pompaggio collegato a un pozzo garantirà il costante approvvigionamento idrico”.
L’habitat naturale così creato offrirà riparo e condizioni ideali per il ripopolamento della fauna locale, a partire dal rospo smeraldino, per proseguire con libellule, aironi cenerini e altre specie tipiche dell’ecosistema fluviale. Inoltre, l’area diventerà un EcoLab didattico riservato alle scuole e aperto al coinvolgimento della cittadinanza.
La realizzazione dell’opera è resa possibile da una sinergia tra enti pubblici e realtà private. Accanto alle risorse regionali ottenute tramite bando, figurano i contributi del BIM (Bacino Imbrifero Montano), della Comunità Montana Valle Seriana, della Fondazione BCC e di diverse aziende ed enti del territorio che stanno sostenendo economicamente l’iniziativa.


















