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Caccia, esame del Dna per gli uccelli da richiamo?

Mentre la stagione venatoria nel bresciano è a rischio per l’abbattimento di un raro Ibis Eremita, il mondo venatorio si sente sotto attacco. Nei giorni scorsi il presidente bergamasco di Acl Fortunato Busana ci ha rilasciato un’intervista nella quale esprime forti perplessità su quanto potrebbe introdurre un piano dell’Ispra.

«Siamo fortemente preoccupati – afferma il presidente provinciale di Acl (Associazione Cacciatori Lombardi) mostrandoci il documento -, questo è un piano predisposto dall’Ispra e inviato al Ministero dell’Ambiente a 34 portatori di interesse tra i quali ci sono le associazioni venatorie riconosciute a livello nazionale. Questo documento contiene azioni che preoccupano molto al punto: possono mettere a repentaglio l’esercizio dell’attività venatoria. Ecco quanto prevede: il riconoscimento della qualifica di polizia giudiziaria alle guardie venatorie volontarie, l’adeguamento del quadro normativo nazionale con l’introduzione del reato di furto venatorio, l’adeguamento delle sanzioni con il raddoppio delle pene previste dall’articolo 30 della legge 172, la trasformazione dei reati convenzionati delle lettere A,B,C ed E sempre della legge 157 del ‘92 (che non sarebbero più contravvenzioni ma reati veri e propri), la formazione dei magistrati con una migliore conoscenza dei reati contro la fauna (obiettivo di questa azione è di garantire che l’azione giudiziaria nei confronti di chi commette questi illeciti non venga meno per la presunta tenuità dei fatti e vengano comminate pene proporzionali alla gravità del reato commesso), il rafforzamento della tracciabilità degli animali detenuti affiancando all’inanellamento l’analisi del Dna. Mi permetto un commento su questo ultimo punto. Francamente l’esame del Dna per gli animali mi sembra eccessivo, questo test non viene fatto alle persone nonostante possa consentire agli innocenti di essere riconosciuti come tali. Poi l’elenco delle novità continuerebbe con l’intensificazione dei controlli dell’attività di ristorazione in cui è diffuso il consumo di uccelli selvatici. Chiediamo: ma le associazioni venatorie che hanno fatto? Non vorremmo che attraverso la lotta agli illeciti si facciano passare norme che andrebbero a colpire l’attività venatoria stessa».

Acl Bergamo ha indetto un’assemblea in cui saranno presentate le azione previste dal piano dell’Ispra e aperta a tutti i cacciatori bergamaschi. L’appuntamento è in programma giovedì 24 novembre alle ore 20.30 presso la sala polivalente della biblioteca in via Aldo Moro a Pradalunga.

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