Una casa torre, un’antica fortificazione con un nucleo abitativo intorno: è come si presentava nel 1500 la contrada del Dezzo. Lo testimonia un documento consultabile all’interno della vecchia Torre Civica di Azzone.
«La rappresentazione è del 1586 – spiega il sindaco Pierantonio Piccini – ed è stata realizzata da un cartografo inviato della Repubblica Veneta per dirimere alcune questioni territoriali e di confini. Disegnò com’era il Dezzo con una fortificazione appoggiata sulla grande pietra ancora oggi incastonata nella contrada. Le sue indicazioni sono molto precise: su tutto il territorio non si è limitato a descrivere la presenza di boschi o pascoli, ma ha assegnato maggiori dettagli ai territori. E proprio da questo disegno si notano le principali attività che nei secoli hanno caratterizzato l’economia della Valle di Scalve. Si nota infatti sulla sinistra una “rasega”, una segheria per la lavorazione del legname e dall’altra parte un “forno da fero” altra importante realtà produttiva per gli scalvini nei secoli scorsi».


















