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Leffe, il Comandante Alfa e la sua vita ad alto rischio

Aveva 11 anni quando un ragazzo di una famiglia mafiosa gli massacrò il cane a bastonate. È l’episodio che gli ha cambiato la vita: alcuni anni più tardi diventò carabiniere e imparò a far prevalere la giustizia sulal vendetta. Il comandante Alfa, cofondatore del Gruppo d’intervento speciale (Gis) dell’Arma, sarà domani sera (sabato 23 settembre) a Leffe.

Lo chiamano così, oltre che per le ovvie ragioni di riservatezza, anche perché nelle irruzioni era sempre il primo ad entrare. Il Gis, infatti, si occupa di operazioni al alto rischio: liberazione di ostaggi, arresto di latitanti, antiterrorismo, azioni in scenari di guerra. Uomini scelti, attraverso un addestramento rigoroso.

Il comandante Alfa ha raccontato la sua esperienza in due libri: Cuore di rondine e Io vivo nell’ombra. Dal secondo prende il titolo l’incontro di Leffe, in programma dalle 21 sotto la tensostruttura delle scuole, in via Locatelli (ingresso gratuito). Il cofondatore del Gis parlerà con il volto coperto dal passamontagna. Da quella mattina del 1977 in cui venne convocato nell’ufficio del suo colonnello, il mefisto nero è diventato un compagno inseparabile.

La serata di domani è organizzata dall’Associazione nazionale carabinieri Media Val Seriana. Qui l’intervista al presidente Riccardo Imberti:

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