Vedere con i propri occhi per comprendere meglio quella che è stata la catastrofe della Shoah. All’Istituto “Olivelli” di Darfo Boario Terme, con i membri dell’area educazione e la collaborazione degli alunni delle classi quarte e quinte (delle superiori), sono stati ricostruiti alcuni elementi del “Memoriale della Shoah” di Milano.
«Abbiamo iniziato il percorso in onore della Giornata della Memoria, il 12 dicembre, portando i ragazzi delle classi quarte e quinte al “Memoriale della Shoah”. Sono infatti convinta che per sensibilizzare sia meglio vedere direttamente i luoghi; solo così può cambiare il modo di pensare o vedere il problema», afferma Carmen Camilleri, docente di diritto all’Olivelli e membro dell’area educazione.

La scritta “Indifferenza” da giovedì 24 gennaio è apparsa all’entrata dell’Istituto, una riproduzione della parola presente anche all’inizio del Memoriale di Milano. «Questa parola richiama il pensiero di Liliana Segre, la sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz. Lei afferma che è “l’indifferenza delle persone quella che fa più male” e noi abbiamo voluto sposare il suo pensiero di “non essere indifferenti”», aggiunge l’insegnante.

Il “Muro dei nomi” situato nell’atrio e le “pietre d’inciampo” poste in alcuni spazi della scuola sono gli altri simboli ricostruiti nell’istituto. «Il “Muro dei nomi”, contiene l’elenco dei deportati dal Binario 21 di Milano; alcuni nomi sono in rilievo, rispetto ad altri, per indicare chi è sopravvissuto e chi no. Anche al Memoriale c’è questo muro con i nominativi che cambiano colore e dimensione – continua l’insegnante–. Le “pietre d’inciampo” invece sono poste qua e là nella scuola. Rappresentano una forma di “memoria diffusa” perché vengono poste nel selciato stradale, davanti alle case in cui ci sono stati dei deportati ed essendo ricoperte d’ottone si distinguono dai ciottoli presenti nel terreno».

Una scelta innovativa, creativa, ma soprattutto partecipativa, rispetto alle modalità scelte negli anni passati per affrontare il tema della Giornata della Memoria. «E’ bello variare i mezzi utilizzati per ricordare l’accaduto. Il Memoriale non è un semplice museo, ci sono i veri vagoni che sono partiti dal Binario 21– continua la professoressa -. Per diversi anni abbiamo fatto l’esperienza con “Un treno per Auschwitz” partendo da Brescia e arrivando a Cracovia in treno (24 ore di viaggio) e poi visitando le sinagoghe, i campi di sterminio. Però ci siamo resi conto che spesso gli inconvenienti del progetto erano le disponibilità economiche e temporali».

Un treno non comune, quello su cui questi ragazzi erano soliti viaggiare nell’occasione della Giornata della Memoria. «Era un treno speciale per ragazzi. Si facevano dibattiti, letture, si vedevano film, tutto rivolto al tema della Shoah ovviamente. Questa era una bella esperienza di sensibilizzazione».
Un percorso della “memoria”, quello dell’Istituto “Olivelli”, iniziato in anticipo, ma che non termina qui. In programma per tutte le classi del biennio e del triennio, il 5 e il 6 febbraio, c’è la visione del film “La signora dello zoo di Varsavia”, una pellicola ispirata ad una storia accaduta realmente. La proiezione si terrà al cinema “Garden” di Darfo Boario Terme. «Ogni anno come “area educazione” facciamo un segno della memoria per ricordare. Quest’anno siamo partiti prima perché volevamo una collaborazione tra insegnanti e alunni; iniziando a dicembre abbiamo lasciato ai ragazzi il tempo di riflettere e di far proporre loro le idee per la Giornata della Memoria e ci siamo riusciti», conclude Carmen Camilleri.

Cooperazione ed unione di idee diverse hanno prodotto un buon risultato. L’obiettivo non è mai quello di ricordare solamente questa Giornata, ma anche riuscire a capire se nella realtà di oggi ci sono situazioni simili, o che possano portare a degenerazioni come quella della Shoah.

















