FeaturedNotizie

Mattarella a Bergamo: «Interroghiamoci sulla responsabilità delle scelte, per l’oggi e il domani»

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri ha fatto visita a Bergamo. Durante il pomeriggio, in quattro ore, il Presidente ha effettuato numerosi incontri.

All’aeroporto di Orio al Serio l’accoglienza da parte del neo presidente di Sacbo Giovanni Sanga. Mattarella ha poi visitato il Centro Ricerca dell’Istituto Mario Negri, dove ha incontrato il fondatore Silvio Garattini e il direttore Giuseppe Remuzzi. A seguire la visita alla Brembo e al polo tecnologico Kilometro Rosso, dove si è tenuto anche un incontro con il Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo.

Alle 18 l’arrivo in Città Alta con l’accoglienza fuori dal Seminario Vescovile, i seminaristi hanno avuto l’occasione di stringere la mano al Presidente. Dopo un saluto a un gruppo di ragazzi che lo attendevano con uno striscione con la scritta “Benvenuto Presidente”, il saluto con il Prefetto Elisabetta Margiacchi, il primo cittadino di Bergamo Giorgio Gori, il Presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli e il Vescovo di Bergamo Monsignor Francesco Beschi.

L’incontro si è aperto con l’esecuzione dell’Inno Nazionale da parte dell’orchestra e del coro del Secco Suardo. Dopo i discorsi di Daniele Rocchetti, Presidente delle Acli di Bergamo, coordinatore di “Molte fedi sotto lo stesso cielo” e della Presidente di Bergamoscienza Raffaella Ravasio, quattro ragazzi, due giovani di “Molte fedi” e due di Bergamoscienza hanno posto alcuni quesiti al Presidente della Repubblica.

Qui sotto una parte del discorso di Mattarella

«Viviamo spesso la condizioni di paradossi laceranti, come definire altrimenti, le fratture dolorose tra le nuove frontiere dell’innovazione e la riproposizione di antiche piaghe che ancora affliggono la comunità umana: migrazioni forzate, sfruttamento che giunge a pratiche di schiavitù, violazione di diritti universali, gravi disuguaglianze economiche, disparità di accesso anche alla conoscenza. Com’è possibile che in un tempo di opportunità così grandi, come mai avvenuto in passato, possano essere tollerate condizioni regressive. Dobbiamo sempre domandarci la consapevolezza della responsabilità delle scelte che compiamo, per l’oggi certamente, ma soprattutto per il futuro. Così com’è stata poc’anzi ricordata la responsabilità ambientale nei confronti dei contemporanei e delle generazioni a venire, dobbiamo chiederci e rammentarci costantemente la responsabilità che investe la condivisione dei diritti universali e che faticano a trovare cittadinanza piena in tante aree del mondo. La scienza come strumento di verità e di progresso ci aiuta a superare gli ostacoli, sgretolando i muri che li rappresentano. La vocazione originaria della scienza, quale strumento di affrancamento dalla schiavitù e dai bisogni dell’essere umano, deve essere affermata con forza perché diversamente il senso del nostro progredire rischia di perdersi negli sguardi dei bambini vittime inconsapevoli di conflitti, di violenza, di sfruttamento, di fronte ai corpi stretti in un ultimo abbraccio di madre e figlio annegati nel Mediterraneo, della morte violenta dell’attivista curda Hevrin Khalaf e di fronte ai malati a cui sono negate le cure in molte parti del mondo, eppure è un mondo sempre più raccolto e sempre più concretamente comune».

Qui sopra un nostro breve servizio, il discorso integrale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella verrà trasmesso nella terza parte di Decoder in onda a partire dalla ore 20.30 di mercoledì 30 ottobre sul canale 88 del digitale terrestre.

Un servizio verrà trasmesso questa sera nel telegiornale di Antenna2 (ore 19.20, canale 88 del digitale terrestre)

Condividi su:

Continua a leggere

Bergamo “esporta” le sue montagne
Avete buona memoria? Meglio ricordare o dimenticare?