Il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre prevede dal 7 gennaio il rientro in classe con la didattica in presenza al 75% per gli studenti delle superiori. Resta però il nodo trasporti, che preoccupa non poco dopo quanto accaduto tra settembre e ottobre.
In provincia di Bergamo i genitori chiedono di essere coinvolti nelle decisioni. La presidente del Coordinamento dei comitati e delle associazioni dei genitori (Coor.Co.Ge) delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Bergamo, Marilisa Zappella, ha scritto una lettera proprio con questa richiesta. Lettera inviata al prefetto di Bergamo Enrico Ricci, alla dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Patrizia Graziani, al direttore dell’Agenzia per il trasporto pubblico locale della Provincia di Bergamo Emilio Grassi, al consigliere delegato per il trasporto pubblico locale della Provincia di Bergamo Claudio Cancelli, al sindaco di Bergamo Giorgio Gori e ai dirigenti delle scuole polo nei cinque ambiti della provincia.
«Non possiamo assolutamente permetterci di ripartire il 7 gennaio 2021 senza aver tutti chiaro come farlo, nella consapevolezza forte che non possiamo permetterci di aprire e chiudere le scuole alternativamente da qui a fine anno scolastico – si legge nella lettera -. Pur desiderando ardentemente il ritorno in classe degli studenti, la priorità è pensare a come farli tornare rimanendoci in sicurezza, prima, durante e dopo». I genitori chiedono «con forza di essere considerati parte in causa fortemente coinvolta nei processi in corso e quindi di poter partecipare agli incontri di lavoro».
Di seguito il testo integrale della lettera:
Gent.mi,
abbiamo compiuto con i Comitati/Associazioni genitori degli Istituti superiori un grande lavoro di comprensione e di raccordo sul tema-problema dei trasporti che ha visto la nostra provincia attivarsi fin da maggio. Il modello allora pensato avrebbe potuto essere d’esempio anche in altre province, ma gli orari eccessivamente diversificati, l’assenza in molte scuole dell’integrazione tramite didattica digitale, il desiderio legittimo di avere tutti gli studenti in classe hanno prodotto anche da noi l’esito di disagi, disfunzioni e veri e propri assembramenti. Non possiamo assolutamente permetterci di ripartire il 7 gennaio 2021 senza aver tutti chiaro come farlo, nella consapevolezza forte che non possiamo permetterci di aprire e chiudere le scuole alternativamente da qui a fine anno scolastico.
La presenza garantita dal DPCM al 75% degli studenti può ancora essere un miraggio inapplicabile, data la capacità al 50% dei mezzi di trasporto. Che non vogliamo aumentata! Abbiamo visto che l’80% significa autobus carichi e senza distanziamento, il 75% sarebbe poco meno. Pur desiderando ardentemente il ritorno in classe degli studenti, la priorità è pensare a come farli tornare rimanendoci in sicurezza, prima, durante e dopo.
Visto il grande lavoro che abbiamo affrontato e dovremo ancora affrontare nelle scuole, nei Consigli di Istituto, nei Comitati genitori, per far superare particolarismi, per far comprendere le ragioni di scelte non sempre comprese o accettate, CHIEDIAMO con forza di essere considerati parte in causa fortemente coinvolta nei processi in corso e quindi di POTER PARTECIPARE agli incontri di lavoro, caldeggiando la richiesta presso la Prefettura. Abbiamo contezza delle criticità di settembre, dei motivi che le hanno prodotte, della necessità di trovare una soluzione organizzativa che sia efficace, la meno penalizzante possibile per tutti, aziende, scuole, famiglie e, ovviamente, studenti.
Attendiamo cortese riscontro, perché i genitori sono fortemente preoccupati della situazione e, quel che è peggio, poco fiduciosi.

















