Home Speciale Amministrative 2015 Calderoli a Clusone per la campagna di Paolo Olini

Calderoli a Clusone per la campagna di Paolo Olini

Si è chiusa da poco a Clusone la serata con Calderoli organizzata per la campagna elettorale del candidato Paolo Olini (in testa a una lista con Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia). Dopo il segretario federale del Carroccio Matteo Salvini, nell’ultima settimana di campagna elettorale scende in campo il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord e il vicepresidente vicario del Senato Roberto Calderoli.

In sala Legrenzi, l’incontro pubblico è stato aperto dal segretario locale del movimento Betty Mangili.

«Siamo ottimisti perché quando la sinistra non riesce nemmeno a stare unita – ha esordito l’esponente nazionale della Lega – non va da nessuna parte. Ho visto che Giorgio Gori ha fatto una dichiarazione su quanto ha detto Salvini rispetto alla candidata del PD. Esteticamente avrei votato anche io dall’altra parte,  – ha detto in battuta – però non basta. Essere di bella apparenza non basta, serve essere capaci di fare. Olini ha saputo dimostrare di fare. Paolo vai tranquillo verso il tuo risultato».

Rispetto alla politica nazionale Calderoli ha detto: «La sinistra sta perdendo terreno, ed è il momento giusto per dare la spinta giusta a Renzi per andare giù. È una persona a cui comunque va dato il merito di essere riuscita a fare fuori il Partito Comunista. Non ci era riuscito nessuno. Il problema è fermare una persona che sta instaurando una sorta di regime e sta facendo scelte pericolose sul piano internazionale. Siamo sull’orlo di una possibile crisi di portata mondiale. Non vanno sottovalutati certi rischi. Non siamo lontani dalla Libia».

Anche Calderoli come Salvini è tornato sul tema immigrazione: «Per decenni sono passato per razzista per le mie posizioni sull’emigrazione e ora queste stesse posizioni le portano avanti anche altri leader europei. Le nazioni europee dicono di essere pronte a dividersi una fetta dei profughi. Ma parlano di profughi, non di clandestini. Qui in Italia alla maggior parte non riescono nemmeno a prendere le impronte per identificarli e passano mesi prima che una parte riesca a ottenere lo status di profughi».

«Tenete cara questa città, – ha detto in conclusione Calderoli – non datela in mano agli altri. Dove amministra la sinistra c’è solo una gestione della distribuzione del potere. Del resto non gliene frega niente. Si riempiono il petto con parole come cultura, ma di fatto non concludono nulla. Olini è una persona concreta e quindi credo che le cose andranno bene».

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