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Gandino, fine settimana tra storia e tradizione

Corsa delle uova Gandino

Un fine settimana tra storia e tradizione a Gandino. Oltre alla Corsa de öf, torna come in ogni anno dispari anche “In Secula”. Due appuntamenti che, in modo diverso, affondano le loro radici nel passato. La corsa delle uova (“Corsa de öf” in dialetto) nacque infatti nel 1931 in seguito a una sorta di scommessa tra Renzo Archetti e Giovanni Bonazzi. La sfida vede impegnati due atleti: il primo di corsa deve andare e tornare da Fiorano al Serio per un totale di circa 12 chilometri; contemporaneamente l’altro concorrente deve raccogliere una per una 100 uova, allineate ad un metro l’una dall’altra lungo via Dante, fra la Fontana di Piazza Vittorio Veneto e la Chiesa di Santa Croce. Vince chi termina prima il suo compito. Quasi sempre la spunta il corridore: la distanza percorsa dal raccoglitore d’uova è inferiore, ma molto più discontinua e su un tratto di una certa pendenza. Venerdì (3 luglio) alle 20,30 si sfideranno Marco Piazzalunga e Alessandro Noris, 28 e 26 anni. Il primo è un esordiente, mentre il secondo è già alla terza partecipazione consecutiva. Dal 1981 l’evento è organizzato dll’Atalanta Club Valgandino, che in collaborazione con il Gruppo Alpini propone al termine frittata e uova sode. La festa in centro storico proseguirà poi con la “Notte bianca” promossa dall’associazione “I negozi per Gandino”. Il fine settimana gandinese continua sabato sera con “In Secula”, rievocazione storica proposta dalla Pro loco. Quest’anno l’appuntamento ricorderà la sigla dell’Atto di Emancipazione del 1233, grazie al quale le comunità di Gandino e Cirano si liberarono dalla signoria dei feudatari Ficieni di Bergamo. L’Atto (cui ne seguirono altri due nei decenni successivi) fu firmato sotto il porticato della chiesa di Santa Maria, che poi lasciò il posto all’attuale Basilica. La pergamena è ancor oggi conservata nel Salone della Valle: viene detta “Tavolone” per i suoi sei metri di lunghezza. I gandinesi pagarono una somma esorbitante e anticiparono per 500 anni il canone d’affitto di alcuni immobili, divenendone di fatto proprietari. Ma quella fu una svolta per la Valle che si aprì al mercato e al commercio, creando le basi per una duratura prosperità. La rievocazione è frutto di un accurato lavoro di ricostruzione storica e vede impegnati centinaia di figuranti in costume medievale. L’appuntamento è per le 21, in caso di maltempo si va in scena domenica.

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