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Bergamo, il Comune si prepara a vendere lo stadio

Che sia la volta buona tutti se lo augurano. Perché, come dice lo stesso sindaco Giorgio Gori, «di stadio a Bergamo si discute da decenni e mai si è arrivati a una soluzione». Quella che ha individuato la sua amministrazione passa attraverso la vendita dell’impianto, ora di proprietà comunale. Il bando per la cessione dovrebbe essere pronto per la primavera del prossimo anno. Si va dunque verso la ristrutturazione dell’«Atleti Azzurri d’Italia» con la creazione di spazi commerciali e l’intenzione di procedere anche a una riqualificazione delle aree vicine.
«La Giunta ha preso una direzione chiara che è quella di avviare le procedure per la valutazione dello stadio: bisogna far fare una perizia per avere un prezzo – afferma Gori –. Quando sarà compiuta anche la variante urbanistica che trasforma le previsioni dell’attuale Pgt potremo fare un bando e mettere ufficialmente in vendita lo stadio. Lo faremo con procedure di pubblica evidenza, dando a tutti la possibilità di concorrere. L’obiettivo è quello di dare alla città uno stadio all’altezza dei migliori impianti d’Europa».
L’iter passa anche attraverso una variante urbanistica perché, spiega il sindaco, «il Pgt prevede che lì non ci sia più lo stadio. Quando si fece il Piano regolatore si prevedeva che lo stadio venisse ricostruito ex novo da qualche altra parte. La Giunta Tentorio pensava di farlo a Grumello, nel parco agricolo. Quando noi ci siamo insediati abbiamo detto chiaramente che noi non eravamo d’accordo con questa previsione, perché non credevamo giusto, né facile dal punto di vista economico, né opportuno, andare a costruire uno stadio in una zona agricola. Pensiamo invece sia una buona cosa ristrutturare quello che c’è». Cambierà dunque di nuovo la previsione dello strumento urbanistico: «non più residenza e commercio come c’è scritto, ma stadio come effettivamente è. È curioso perché dobbiamo riscrivere attraverso una variante quello che è già nella realtà», aggiunge Gori.
L’ipotesi ristrutturazione, a dire il vero, non è una novità. «Se ne discusse alcuni anni fa – conferma il primo cittadino – quando presidente dell’Atalanta era Ruggeri, ma tutto si arenò perché in cambio dell’investimento per ristrutturare lo stadio si voleva costruire molti metri cubi nell’area della Martinella. In questo caso noi non prevediamo contropartite, quindi non c’è da costruire altrove alcunché. Pensiamo che l’investimento dello stadio si giustifichi di per sé. Contiamo anche sulla generosità delle società sportive che vorranno concorrere. Quindi dovrebbe essere tutto più semplice e più veloce».
Quindi presto una società specializzata dovrà stabilire il valore dell’immobile, si fisserà un prezzo a base d’asta e poi verrà pubblicato il bando. Chi offrirà di più porterà a casa l’impianto. «Abbiamo valutato diverse possibilità – sottolinea Gori –. Noi crediamo che questa sia la più semplice e invogli di più le società sportive perché investono su una cosa che resterà loro». Vedremo se l’Atalanta o l’Albinoleffe la penseranno allo stesso modo.

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