Di solito si dice «campo di patate». Ma Abele Villa, presidente dimissionario dell’Ac Casnigo, preferisce «spiaggia», che rende lo stesso l’idea. A suo parere, il campo di calcio (in sabbia) a 11 del paese è ridotto così; più adatto a una partita di beach volley che a una sfida di Terza categoria. Il sogno era un fondo nuovo di zecca, in erba sintetica. Sembrava anche a portata di mano, ma qualcosa si è inceppato. Soprattutto nei rapporti con il Comune, proprietario dell’impianto. Per questo Villa ha deciso di lasciare il suo incarico. «Mi dimetto perché ho capito che non sono più l’interlocutore ideale per questa amministrazione per arrivare a realizzare il campo sintetico che permetterebbe ancora ai ragazzi del paese di giocare», spiega.
La vicenda si trascina da tempo, ora forse è arrivata al suo punto critico. Villa la sintetizza così: «Il vero problema è il fatto che noi sei anni fa avevamo cinque squadre, dagli esordienti alla prima squadra, purtroppo oggi ne abbiamo una sola. Già l’anno scorso ne avevamo solo tre, perché i ragazzi non vogliono più venire a giocare su un campo del genere. Oggi come oggi questo campo non è più nemmeno omologato, noi siamo senza fissa dimora e giochiamo con la prima squadra a Gandino. Ci alleniamo qui, su questo campo che sembra più una spiaggia e stiamo imparando molto bene il beach volley».
Secondo l’ormai ex presidente del Casnigo, il terreno di gioco è diventato di fatto impraticabile dopo che negli anni scorsi è stato utilizzato per diverse feste. «Bisognava quindi trovare una soluzione per rimetterlo in sesto – continua –. L’idea giusta l’ha avuta il sindaco Giacomo Aiazzi: fare la vasca di laminazione sotto il campo doveva permettere di sistemare anche il fondo».
Il riferimento è all’intervento effettuato per deviare le acque meteoriche che ad ogni nubifragio allagavano la strada dei Carrali, quella che dal paese porta alla zona delle piscine. I lavori si sono appena conclusi e hanno portato alla realizzazione di una vasca di raccolta proprio sotto il campo sportivo. Il cantiere ha naturalmente costretto a disputare partite e allenamenti altrove. L’opera (quasi un milione di euro) è stata finanziata completamente dallo Stato, grazie al programma «6000 campanili».
«Appena si è saputo che il bando è stato vinto ci siamo incontrati con l’amministrazione comunale – ricorda Villa –. Noi abbiamo dato la parola che saremmo stati in giro per un anno e avremmo tenuto vivo l’Ac Casnigo, però tutti poi ci saremmo impegnati a realizzare il campo in erba sintetica. È stata costituita una commissione specifica, dove è stato chiesto che all’interno non ci fossero componenti dell’Ac Casnigo, ma degli esterni. Ci sono quindi (in rappresentanza della società, ndr) un architetto e un avvocato, due persone molto competenti. La commissione è stata convocata una ventina di giorni dopo e da allora non si è fatto più nulla».
Villa lamenta soprattutto quella che a suo modo di vedere è la mancanza di propensione al confronto da parte di chi sta in Comune. Ora, però, la strada per arrivare al nuovo campo potrebbe essere un’altra: «Mi auguro che l’amministrazione comunale si sieda al tavolo con i dirigenti dell’oratorio per trovare una soluzione e dare la possibilità ai ragazzi di giocare a calcio nel loro paese e non dover diventare nomadi come lo siamo stati noi negli ultimi due anni».
Secondo l’ex presidente, infatti, «il senso profondo dell’Ac Casnigo era tener qui i ragazzi anche se non giocavano benissimo. Non abbiamo mai vinto un campionato giovanile. Credo che chi sa di calcio può capire il perché: non abbiamo mai fatto selezione. E ne siamo felici. Io sono orgoglioso di tante situazioni in cui ragazzi difficili, con la grande disponibilità dei miei collaboratori, sono rimasti qui. E oggi sono ragazzi che ancora non hanno problemi. Non è stato facile, ma è stato un lavoro che ha premiato più di tanti successi sportivi». Ora bisognerà capire se c’è la possibilità di riannodare un filo spezzato. Presto sentiremo che ne pensa l’Amministrazione comunale.


















