I consiglieri di minoranza di Clusone hanno presentato un’interpellanza congiunta sull’operazione dell’ex Mirage. «Fa molto discutere i cittadini e non può lasciare insensibili noi – spiega Francesco Moioli di SiAmo Clusone -. Per questo la minoranza ha presentato un’interpellanza perché riteniamo che quello che sta succedendo sia invasivo rispetto a un’area di pregio, trattandosi inoltre della porta urbana della città di Clusone. Nel 2008 l’amministrazione Giudici approvava questi piani integrati e io ricordo che votai contro, come votarono contro gli allora consiglieri di minoranza Paolo Olini e Carlo Caffi. Oggi invece Olini sostiene questo piano integrato».
«Le motivazioni della nostra interpellanza sono di due tipi – afferma Laura Poletti di Clusone nel Cuore – una riguarda l’aspetto architettonico, l’altro la destinazione d’uso degli spazi. Nella convenzione in vigore sono previsti 3.000 metri quadri di area commerciale dei quali 1.500 metri di vendita (dove si insedierà il Conad) e altri 1.500 metri quadri che hanno destinazione d’uso terziario direzionale, piuttosto che di artigianato e servizi, nei quali ci risulta quindi che sia escluso che possano insediarsi attività di vendita al dettaglio. La nostra preoccupazione è motivata dal fatto che vi siano insistenti voci che vorrebbero trattative finalizzate alla vendita di spazi per la vendita al dettaglio anche per gli altri 1500 metri quadri. Riteniamo che un tale passaggio, che ricordiamo che dovrebbe ottenere il consenso del consiglio comunale, pregiudicherebbe ulteriormente le condizioni del centro, considerando che a oggi la maggioranza non sta dando prova di attività, studi, strategie e interventi volti a ripopolare il centro».
«L’altro aspetto importante è quello architettonico e paesaggistico – continua Massimo Morstabilini, capogruppo di Clusone Viva -. Il progetto arrivato in consiglio comunale è stato approvato dalla sola maggioranza del precedente consiglio comunale, che poi ha portato a esprimersi la commissione del paesaggio, non era certo quello che vediamo noi realizzato. In questa fase ci sembra di notare difformità rispetto a quel progetto, non siamo pertanto tranquilli e uno dei punti dell’interpellanza è di chiarire questo aspetto».
«Un ulteriore aspetto che ci preoccupa – completa Roberto Balduzzi di Clusone Viva – è la realizzazione dello standard di qualità. La convenzione prevedeva uno scadenziario rigido delle tempistiche. Nel settembre 2014 è stata individuata l’area nella zona del Monte Polenta. Tuttavia la procedura sembra essersi arenata e ci chiediamo quindi quale sia lo stato attuale e quando possa essere realizzata quest’opera».

















