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Orezzo ricorda Sant’Antonio e il voto del 1919

Sant'Antonio Orezzo
Immaginette di Sant'Antonio abate nella chiesa di Orezzo

È il santo degli animali, tanto da essere spesso raffigurato con accanto un maiale. La tradizione vuole che nel giorno della sua memoria liturgica, il 17 gennaio, vengano benedette le bestie. Sant’Antonio abate è anche il compatrono di Orezzo (patrono è la Santissima Trinità), devozione che risale a quasi un secolo fa ed è legata a un episodio che segnò la vita del paese.

«Nel 1919 un’epidemia aveva causato la morte di alcune persone e numerosi animali – racconta Oscar Gusmini, della Pro loco –. I nostri contadini fecero voto a Sant’Antonio abate affinché facesse cessare questa epidemia. Da allora viene ricordato con molto affetto dalla popolazione di Orezzo e incontrando i nostri anziani è commovente il rispetto che c’è ancora per questo santo».

Prodotti pronti per l'incanto
Prodotti pronti per l’incanto

Sono rimaste in vita anche alcune tradizioni, come quella dell’incanto dei prodotti locali. «La domenica precedente alla festa di Sant’Antonio degli incaricati passano nelle abitazioni del paese a raccogliere le offerte – spiega ancora Oscar Gusmini –. Questa pratica è chiamata “Questua di Sant’Antonio” e tutti donano quello che possono: formaggelle, bottiglie di vino, cesti di vimini, gerle, rastrelli. Tutto quanto raccolto viene poi messo all’incanto nel pomeriggio del 17 gennaio». La festa, inoltre, è talmente sentita che «gli orezzesi doc prendono le ferie, le aziende e gli artigiani chiudono, per poter partecipare alla giornata di ringraziamento». Problema che non si pone quest’anno: la festa cade in domenica.

Il programma delle iniziative e celebrazioni è ricco e prende il via già domani (venerdì 15 gennaio): «Dalle 19, alla Penzana del Merel, ci sarà la casera con la “polenta cuncia”. Si esibiranno anche gli “Aghi di pino” con le loro canzoni in bergamasco». Sabato 16, dalle 20, si prosegue con il concerto di canti alpini nella chiesa parrocchiale. A seguire fuochi d’artificio, vin brulè e canti tradizionali. Domenica si comincia alle 10 con la celebrazione della messa. «Quest’anno, essendo in domenica, ci sarà anche la processione con la statua del santo», ricorda Gusmini. Nel pomeriggio, alle 14,30 la benedizione del sale e, infine, l’incanto dei prodotti locali.

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