Raddoppiano i sogni a Cirano di Gandino. La casa per persone disabili voluta alcuni anni fa dal gruppo Ge.Di. (Genitori di disabili) può aprire le sue porte a cinque utenti in più, arrivando a un totale di dieci. Un risultato ottenuto grazie ai lavori effettuati nella seconda parte dello scorso anno, che hanno portato a una migliore distribuzione degli spazi. Da poco è arrivato anche il via libera dell’Asl e ora la struttura è pronta ad accogliere nuovi ospiti.
«Abbiamo aumentato la capacità ricettiva facendo piccoli lavori interni e spostando alcuni muri – spiega Adriano Bosio, presidente della cooperativa «I sogni» –. Da cinque posti accreditati siamo passati a dieci. Questo perché le richieste che c’erano in zona continuavano ad aumentare e così ci siamo preoccupati di dare una risposta a questo bisogno».

L’intervento ha permesso di ricavare un paio di camere in più, grazie all’eliminazione di una cucina. Inoltre, è stato possibile realizzare alcuni laboratori al primo piano. «I lavori sono iniziati a cavallo delle ferie, nell’estate 2015, in occasione delle vacanze dei nostri utenti – spiega ancora Bosio –. Abbiamo cercato di limitare al minimo i disagi per quanto riguarda le camere, mentre i lavori dei laboratori, più impegnativi, sono proseguiti anche durante la normale attività. Abbiamo poi ricevuto la visita dell’Asl a dicembre, durante la quale è stata verificata la corrispondenza dei requisiti strutturali e pochi giorni fa ci hanno comunicato che è tutto a posto».

In questo momento, la «Casa dei sogni» ospita cinque persone con disabilità della Media Valle Seriana, più un’altra decina per le attività diurne. «Siamo organizzati con cinque educatori e due operatori socio-sanitari e tre signore che fanno il turno di notte – spiega il responsabile Alberto Parolini –. La settimana riproduce la vita in una famiglia: si fanno attività sportive, attività per la gestione della casa e nei laboratori». Da segnalare anche il progetto «ApIncontriamoci», che lega le diverse attività: le arnie assemblate nel laboratorio di falegnameria vengono colorate in quello di decoro e poi consegnate all’Associazione apicoltori di Bergamo per essere utilizzate. Ma ci sono anche gli alveari in località Roerò, a Casnigo, dai quali viene ricavato il miele.
















