Per semplicità scriviamo palazzetto, anche se sappiamo sarebbe più corretto struttura polifunzionale. Di fatto, si tratta di due modi diversi di chiamare la stessa cosa: una delle opere pubbliche che a Clusone l’attuatore del Programma integrato dell’ex Mirage deve costruire nell’ambito dell’operazione. Un po’ come al Monopoli, negli anni l’impianto è stato spostato qua e là, fino a trovare quella che sembrava la sua collocazione definitiva nell’area ai piedi del Monte Polenta, vicino al cimitero. Ma da qualche tempo ha preso quota l’ipotesi oratorio, anche se finora nessuno pare ritenerla una strada percorribile. A cominciare dall’Amministrazione comunale.
«Premetto che lo standard relativo al piano Mirage ammonta a 1 milione 800 mila euro da adibire alla realizzazione della struttura polifunzionale, più circa 450 mila euro per la realizzazione della rotatoria di fronte al cantiere, i cui lavori sono imminenti – sottolinea l’assessore all’Urbanistica, Simone Poletti –. Di fatto si sono valutate diverse ipotesi per la collocazione della struttura. Ma confermo che ad ora l’area scelta dall’amministrazione è quella ai piedi del Monte Polenta».
A far preferire questa soluzione è anche il contesto. «Il progetto che stiamo valutando è dal mio punto di vista interessante, perché non riguarderebbe solamente la realizzazione della struttura polifunzionale, ma anche di un parco – prosegue l’assessore –. Il Comune è proprietario di un’area di 22 mila metri quadrati in quella zona e quindi la struttura diventerebbe il completamento del parco: uno spaizo che consenta alle famiglie di fare il barbecue la domenica, far giocare i bambini, tirar due calci al pallone». Grosso modo, sono gli stessi concetti espressi nei giorni scorsi dall’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Trussardi.

Non ci sono grosse novità nemmeno per quanto riguarda l’intervento nell’area del vecchio cinema, dove da alcuni giorni sono stati messi in stand by alcuni lavori. «La sospensione – chiarisce Poletti – riguarda le sole opere esterne. I proponenti a novembre hanno presentato una richiesta di variante relativa alla parte esteriore del fabbricato e alla destinazione commerciale. Per quanto riguarda il primo punto, i cambiamenti all’aspetto esteriore del fabbricato devono essere valutati dalla Commissione del paesaggio, che però non si è ancora pronunciata. Pertanto, la sospensione dei lavori limitatamente alle opere esterne è stata notificata per consentire alla Commissione di svolgere il proprio lavoro».
L’altro aspetto è legato alla destinazione degli spazi. Nell’area, una volta completati i lavori, troverà posto un supermercato da 1500 metri quadrati. Accanto, il Programma integrato prevede altri 1500 metri quadri destinati a terziario direzionale e artigianato di servizio. Ora viene chiesta la trasformazione di una parte di questa seconda porzione. «Si tratta del pianoterra nell’ala ovest, verso il monte Crosio – spiega Poletti –. Stiamo parlando di complessivi 750 metri quadrati. Teniamo presente che l’attuale piano prevede già l’insediamento di attività commerciali come bar, ristoranti, parrucchieri. La richiesta di variante prevede di trasformare questi 750 metri in commerciale da adibire a vendita». Resta da capire come si pronuncerà l’Amministrazione comunale.


















