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Migranti, Zanni M5S: con o senza Schengen il problema resta

«Con o senza Schengen il problema dei migranti resta e la soluzione può essere solo un cambio radicale delle nostre politiche nei confronti dei Paesi dai quali fuggono queste persone»: lo afferma l’europarlamentare del Movimento Cinque Stelle Marco Zanni.

«Mi pare che non ci sia questa grossa volontà politica di risolvere in maniera solidaristica il problema dell’immigrazione – spiega Zanni -. Facendo un’analisi di quello che è Schengen si vede come la solidarietà non ci sia mai stata. L’accordo che nato nel 1995 ha permesso agli stati del nord Europa di non doversi più occupare della gestione delle frontiere e demandare questo compito agli stati ai confini esterni dell’Unione. Dal bilancio di alcuni stati si è tolto così il costo della gestione delle frontiere mentre si è aggravato per altri. In un’Europa solidaristica avrebbe dovuto esserci una ripartizione seria. In realtà si è arrivati anni dopo ad adottare un modello come quello di Frontex, che comunque è nato con una dotazione insufficiente. Oggi Schengen è in pericolo e alcuni stati hanno deciso di ripristinare i controlli interni. Ricordiamo che i flussi di migranti sono il risultato di politiche errate dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. Un dato significativo che ci ha dato il viceministro dell’Interno è che ogni anno l’Italia spende 10 miliardi di euro per la gestione dei flussi migratori e riceve solo 900 milioni di euro dall’Europa. Serve quindi un cambio netto, anche nelle politiche all’estero in questi Paesi, perché fino a quando saranno sfruttati il fenomeno non si fermerà. Andremo a breve in Turchia e controlleremo inoltre che i soldi che questo Paese riceve siano usati correttamente per la gestione dei flussi migratori».

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