E’ possibile che un’esperienza lavorativa sia formativa anche all’interno di un indirizzo liceale? Ebbene sì, per l’anno 2015-2016 tutti gli istituti di secondo grado hanno dovuto attuare progetti di scuola-lavoro obbligatori dalle classi terze. L’alternanza quindi approda anche al liceo. Abbiamo così deciso di intervistare alcuni ragazzi e insegnanti per parlare della loro esperienza.
Cosa vi aspettavate da questo nuovo progetto?
«La nostra speranza era quella di poter sperimentare sul campo una professione ed essere seguiti dai tutor aziendali al fine di renderla proficua al massimo».
Dove avete lavorato e quali mansioni vi erano affidate?
«Alcuni di noi presso privati, come studi legali e aziende imprenditoriali, altri in istituzioni pubbliche come scuole materne, biblioteche e ospedali. In questi giorni c’è stato chi ha dovuto svolgere compiti più pratici (sistemare merci, catalogare, ecc.) e chi invece ha avuto contatti interpersonali con clienti».
E’ stato utile come possibile orientamento futuro?
«Molto, ci ha dato una prima impressione di come funziona il mondo del lavoro e ci siamo chiariti in parte le idee su quale strada intraprendere dopo gli studi superiori».
Quali sono stati gli aspetti positivi e cosa invece migliorereste?
«Sicuramente la possibilità di scelta del luogo lavorativo secondo i nostri interessi e la disponibilità dei tutor, che nella maggior parte dei casi ci hanno seguito in modo adeguato e costruttivo. Confidiamo nel fatto che questa attività costituisca sempre più una risorsa, sia migliorando gli aspetti burocratici, sia venendo valorizzata come un modo alternativo e immediato di fare scuola».
Anche la risposta dei docenti è stata positiva, in quanto oltre a prendersi carico dei rapporti azienda-studente, sono rimasti più che soddisfatti dei risultati ottenuti dai loro alunni: «I nostri ragazzi – dicono – sono il futuro: investiamo sulla loro formazione e offriamo le opportunità di cui hanno bisogno per capire la propria rotta».
Questo è un articolo realizzato attraverso il progetto «Saranno reporter» attivato con l’Istituto d’Istruzione Superiore Statale «Andrea Fantoni» di Clusone. Chi scrive è un ragazzo o una ragazza di quarta liceo che sta muovendo i primi passi nel mondo del giornalismo.

















