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Gandino, un percorso tra le antiche porte medievali

Un nuovo percorso turistico fra palazzi e antiche porte, a Gandino. Da sabato 5 a domenica 13 marzo, in Sala Ferrari, si potranno trovare in mostra i panelli dedicati all’itinerario che riscopre nei disegni di Bepi Rottigni la Gandino tardo-medioevale, sulla traccia della cittadella fortificata illustrata nella grande mappa del territorio comunale “Misura e Pianta della Spettabile comunità di Gandino – 1747”.

Con le sue quattordici chiese e i suoi innumerevoli palazzi, Gandino è uno scrigno a cielo aperto di opere d’arte. In ogni angolo è possibile scoprire testimonianze architettoniche medievali e rinascimentali. Lo stesso impianto urbanistico risale a quel periodo. Si conservano ancora tratti delle antiche mura difensive con le relative torri di guardia come quelle di porta Pomaro e porta Lacca, entrambe riconducibili al XV secolo. Delle 16 Porte (esterne ed interne) di cui era dotato Gandino con Cirano, oggi è possibile ammirarne solo quattro.

Segno forte nel tessuto edilizio sono le numerose chiese sorte tra il XV e il XVIII secolo. Tra tutte emerge la monumentale basilica seicentesca dedicata a Santa Maria Assunta. Il nucleo urbano, con strade ad andamento irregolare, è compatto con cortine edilizie sobrie, rotte da bei portali che si aprono sugli androni. Verso l’interno l’architettura dei palazzi – caratterizzati da forma lineare e ampie logge che disimpegnano i locali di residenza – si fa espressiva con il gioco ripetuto dei loggiati e dei porticati esposti per lo più a Sud. Anche dal punto di vista storico e culturale il paese rivive le proprie vicende legate al medioevo con la rievocazione storica “In secula” a cura della Pro-Gandino o attraverso manifestazioni sportive come il “trofeo otto porte” organizzato dalla Compagnia Arcieri Val Gandino con archi storici.

«Inserendosi nella già collaudata segnaletica turistica per l’identificazione dei palazzi e delle chiese – spiega Antonio Rottigni, delegato al Turismo del Comune di Gandino –  il progetto intende introdurre un nuovo percorso a completamento di quelli già esistenti, che va a proporre, in aggiunta alla descrizione storica, il disegno delle antiche Porte, poste nella cinta muraria esterna ed interna, che una volta caratterizzavano l’abitato. I disegni, basati su una ricerca storica, permettono di poter ammirare nel luogo dove una volta sorgevano, le porte, le torri e le opere di difesa della cinta muraria medioevale che sono state demolite nel recente passato e che vengono fatte rivivere in modo grafico. Questo percorso permette quindi di “ricostruire” virtualmente le antiche porte e quindi fornire delle nozioni storiche e culturali relative alla Gandino medioevale e di offrire in chiave turistica un percorso ulteriore di attrattività del territorio».

La scelta dei disegni, vista la tipologia della segnaletica, ha trovato una felice combinazione con una serie di disegni a china già realizzata nel 2006 dall’artista gandinese Bepi Rottigni per il mensile parrocchiale “La Val Gandino” che riportava, nel retro di copertina, i disegni delle Porte con relativa descrizione e ricerca storica intitolata “Gandino nel tempo”. La serie di disegni del 2006, ritenuta graficamente idonea per questo progetto, è stata completata dall’artista con i pochi disegni mancanti.

Ai fini della omogeneità della segnaletica turistica i nuovi pannelli sono dello stesso materiale, forma e stile di quelli preesistenti. Il testo descrittivo è in italiano e in inglese. Il percorso storico, che si compone di 20 cartelli, parte da piazza Vittorio Veneto.

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