Un pomeriggio per presentare un film. Ma, soprattutto, per dire la gioia di chi ha trovato (o ritrovato) Dio. La chiesa parrocchiale di Casnigo ha ospitato ieri i protagonisti di «In fondo alla salita», progetto cinematografico del giovane attore Emanuele Marzani dedicato a Medjugorje. Ognuno di loro ha una storia di conversione, spesso legata alla piccola località della Bosnia-Erzegovina. A cominciare da Luca Ongaro, il 22enne di Casnigo, che ha fortemente voluto questo evento nel suo paese.
«Sono qui per testimoniare l’amore di Dio, l’amore della Madonna», ha detto Luca in apertura, ricordando anche il pellegrinaggio del 2010 a Medjugorje, che gli ha cambiato la vita. Accanto a lui, Emanuele Marzani ha raccontato di averlo conosciuto su Facebook: «Mi comparivano i post di questo ragazzo disabile, frasi che mi colpivano tantissimo. Mi son detto: questo dev’essere un attore di “In fondo alla salita”».
Marzani si è soffermato anche su come è nata l’idea del film: «Sono cresciuto con alcune amicizie nella droga. Io non mi sono mai drogato, ma volevo trovare un modo per aiutare questi miei amici. Poi avevo un grande sogno: diventare attore. Questi due elementi erano impressi nel mio cuore». La svolta nell’estate del 2014: «Ho partecipato a un’apparizione alla veggente Vicka Ivankovic, nel modenese. Durante l’apparizione ho detto, parlando a Maria: “Mamma, io non so se tu mi stai ascoltando, però io ti vorrei chiedere se mi fai entrare in qualche produzione”. Naturalmente, i miei obiettivi erano produzioni Rai o Mediaset, film importanti come penso ogni ragazzo innamorato del cinema sogna. In quel momento ho sentito che avrei dovuto realizzare un film su Medjugorje. Ho avvertito una voce materna che mi ha detto di fare questo film e improvvisamente nel cuore mi si è impressa la trama di questo progetto».
Ma realizzare un film non è certo impresa semplice. Un conto è avere l’idea, un altro metterla in pratica. Ma, sottolinea Emanuele Marzani, «la Madonna ha pensato a tutto lei. Anzitutto, mi ha fatto trovare un regista, Simone Visentini, che tra l’altro ha una storia bellissima di conversione. E poi si è creata una schiera di attori famosi che hanno voluto partecipare a questo progetto». Nel cast ci sono infatti Pietro Sarubbi, Barabba ne La passione di Cristo di Mel Gibson, e Beatrice Fazi, tra gli attori della serie tv Un medico in famiglia.

Ci sarà anche Roberto Bignoli, cantante, anche lui presente ieri a Casnigo: «Sono un cantautore di ispirazione cristiana. Questo non vuol dire che compongo canzoni liturgiche. I miei generi sono il rock, il pop, il blues, le ballate e su questa base scrivo delle canzoni di carattere sociale e cristiano. Da trent’anni a questa parte ho cambiato non genere, ma modo di approcciarmi alla gente. Ero un ragazzo che lavorava nel mondo dello spettacolo, con tutti i suoi problemi. Perché io sono un disabile, da giovane ho frequentato i circoli della sinistra extraparlamentare, ho fatto parte della cosiddetta beat generation dove ci si incontrava per sballare all’infinito, quindi illusioni su illusioni, fallimenti anche nel mondo della musica. A un certo punto è arrivata la proposta di un pellegrinaggio a Medjugorje e lì mi son posto semplicemente una domanda sul senso della vita. E da quella domanda ho cominciato a mettermi in gioco, in discussione. Allora ho capito che la disabilità non era una maledizione di Dio, ma una grande grazia».
Insieme alla sua, sono state presentate anche altre testimonianze, come quella della bergamasca Maria Gabriella Belotti o di Giacomo Celentano, figlio di Adriano e Claudia Mori, che ha raccontato la sua vita, dai primi successi come cantante, ai problemi di salute dovuti all’ansia, che però gli hanno fatto riscoprire la fede e un nuovo modo di vivere.
















