Notizie

Pronto, chi parla? Il telefono

Quanti sono i telefoni oggi a Clusone? Con approssimazione possiamo dire migliaia, certi di non sbagliare. Nel 1917 erano quattro, posto pubblico compreso. Basta questo confronto per capire la straordinaria evoluzione che hanno avuto le telecomunicazioni nell’arco di un secolo. Un’avventura ripercorsa in questi giorni dagli alunni delle scuole di Clusone, grazie all’aiuto del Gruppo Meucci di Treviglio.

«La proposta è stata presentata da un insegnante al Consiglio comunale dei ragazzi, che ne ha discusso e ha deciso di invitare l’associazione a scuola – spiega il dirigente scolastico, Andrea Carrara –. In questo modo, gli alunni della secondaria e delle quinte della primaria hanno potuto conoscere meglio uno strumento di uso quotidiano per loro, ma che dietro di sé ha una storia che val la pena ripercorrere».

Il Gruppo Meucci porta il nome dell’italiano che da pochi anni è stato riconosciuto ufficialmente come l’inventore del primo telefono. «L’associazione nasce nel 1999 per volontà di alcuni ex tecnici telefonici con lo scopo di far conoscere l’inventore Antonio Meucci e soprattutto far rivivere l’evoluzione del telefono negli ultimi 150 anni – spiega il presidente Gianni Cortesi –. Affrontiamo questo discorso con molto entusiasmo e soprattutto incontriamo i ragazzi delle scuole per metterli in condizione di poter capire quanto studio, quanta ricerca c’è per migliorare le telecomunicazioni».

L’obiettivo dell’associazione è soprattutto permettere ai ragazzi di sperimentare le vecchie tecnologie. «Abbiamo un centralino del ‘900 con cui mostriamo il lavoro di un’operatrice che mette in contatto le persone inserendo gli spinotti, per poi passare a una centrale elettromeccanica con la quale simuliamo delle telefonate e infine arriviamo alla dimostrazioni del funzionamento di una scheda elettronica che racchiude l’evoluzione nell’arco del tempo», prosegue Cortesi.

Telefoni "a fumetti"
Telefoni “a fumetti”

Non mancano «apparecchi originali frutto della ricerca di cinque collezionisti, che hanno girato mezza Europa per trovare questi esemplari. Abbiamo, ad esempio, un telefono Ericsson del 1894». Non solo, vengono mostrati anche telefoni a forma di teschio, motocicletta, personaggi dei fumetti. Oggetti per certi versi sorprendenti, così come vedere i ragazzi di oggi alle prese con un telefono a disco. Nell’epoca del touch viene spontaneo premere e non girare.

Condividi su:
Categorie: Notizie

Continua a leggere

«Se riparte l’università, riparte l’Italia»
Elezioni a Castione, ecco il simbolo della lista di Ferrari