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«Il motore del turismo ad Ardesio? La Pro loco»

Un momento della serata ad Ardesio

Sono tante le «imprese» che ha collezionato la Pro loco di Ardesio. Non era però mai entrata a pieno titolo in una tesi di laurea. Ora ci è riuscita. Il lavoro di ricerca di Alessia Gavazzeni, «La funzione turistica ad Ardesio in Alta Valle Seriana tra mercato e volontariato», ha un capitolo dedicato all’associazione guidata da Simone Bonetti. Non solo: pure il titolo della tesi è cambiato dopo che la studentessa dell’Università di Bergamo e il suo relatore Andrea Macchiavelli si sono resi conto di cos’è e cosa muove la Pro loco ad Ardesio.

Questo è forse l’aspetto più sorprendente emerso dalla serata di ieri, dedicata proprio alla presentazione del lavoro di Alessia. Una ricerca nata con una borsa di studio finanziata grazie a un progetto promosso dalla Pro loco insieme all’Amministrazione comunale e alla parrocchia di Ardesio. Obiettivo: individuare linee guida per un rilancio turistico del paese, a partire dal Santuario della Madonna delle Grazie.

Il lavoro della studentessa di Barzana è iniziato circa un anno fa attraverso i primi contatti con realtà e associazioni di Ardesio e la visita ai luoghi d’interesse. Alessia Gavazzeni ha poi trascorso gran parte della sua estate in paese per cercare di delineare il profilo del turista che raggiunge Ardesio in occasione di appuntamenti come l’Apparizione, gli eventi della Pro loco o attratto dalla bellezza della natura a Valcanale. I dati raccolti sono stati poi analizzati per fornire strategie d’azione alla comunità.

«Abbiamo cercato di dare indicazioni nei diversi ambiti, per la valorizzazione del turismo religioso e naturalistico, ma anche per riuscire a qualificare le risorse principali del territorio, tra cui anche il museo Meta e la casa rurale», spiega Alessia Gavazzeni. Uno dei problemi emersi dal lavoro di ricerca è la mancanza di sinergia tra le varie risorse: «Tra loro sono molto isolate – prosegue la neodottoressa –: spesso il turista si reca ad Ardesio per un motivo specifico e poi non viene a conoscenza di altri aspetti». La soluzione potrebbe essere allora «porre l’entità importante della Pro loco come promotore di queste risorse, dove una porta beneficio all’altra in modo che il turista via un’esperienza completa».

Alessia Gavazzeni è rimasta favorevolmente impressionata dal «grande lavoro della Pro loco, da valorizzare per l’impegno, la passione, il forte senso di identità che mette nell’organizzazione di eventi. Infatti, è la Pro loco che attrae turisti grazie alle sue manifestazioni. Il consiglio che mi sento di dare è di porsi come perno di questo progetto, creare sinergia attraverso i suoi eventi anche per cercare di far conoscere al turista le altre risorse belle e importanti del paese».

Anche il professor Andrea Macchiavelli si dice colpito dalla realtà della Pro loco, soprattutto dal fatto che attorno ad essa gravitino oltre duecento volontari di tutte le età: i giovani di vent’anni lavorano accanto ai pensionati. «Non si trovano facilmente in circolazione forme volontaristiche di partecipazione alla comunità locale della dimensione e delle caratteristiche della Pro loco di Ardesio – sottolinea Macchiavelli –. Crediamo che sia la risorsa più forte che il paese possiede e il suo ruolo vada riconosciuto. Ancor più, c’è bisogno che venga valorizzata per il futuro perché può diventare il soggetto che gestisce il turismo».

Oltre ad Alessia Gavazzeni e al professor Macchiavelli, il lavoro di ricerca è stato presentato anche da Andrea Pozzi del Cestit (Centro Studi per il Turismo e l’Interpretazione del Territorio). Ma l’Università era anche rappresentata dal rettore Remo Morzenti Pellegrini. Non sono mancati, naturalmente, il sindaco Alberto Bigoni e il presidente della Pro loco Simone Bonetti. Proprio Bonetti ha annunciato che si sta costituendo un comitato per mettere in pratica le linee guida emerse dalla tesi.

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