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“Il bambino con la valigia rossa” di Aurora Cantini

“Ogni giorno avevo atteso mia madre, ogni notte avevo pianto la sua lontananza. Nessuno mai venne a chiedere di me, nessuno scrisse una lettera”. Sono le prime parole che si trovano sfogliando l’ultimo libro di Aurora Cantini “Il bambino con la valigia rossa”, frasi di un ospite del Brefotrofio di Bergamo, struttura all’interno dell’ex ospedale cittadino in cui erano accolti piccoli e innocenti testimoni dell’abbandono. Bambini così poveri da non avere nemmeno un cognome, “bambini senza un sorriso” come venivano chiamati. Il libro racconta le vicende di questi bimbi, in particolare del piccolo Pietro, trovato dai gendarmi nel 1944, lasciato da una donna sfollata. Sullo sfondo c’è la guerra con tutte le sue sofferenze.

«Per raccontare questa storia – racconta Aurora Cantini – ho dovuto chiaramente documentarmi. Il brefotrofio era un istituto che accoglieva e allevava i neonati abbandonati. Una realtà oggi poco conosciuta, ma un tempo diffusa in quasi tutte le città del nostro Paese, almeno fino al 1975, quando sono stati chiusi».

Il libro verrà presentato domenica 15 maggio alla libreria IBS a Bergamo e mercoledì 25 maggio al Centro Cultura di Nembro dove interverrà una delle ultime bambine ospitate nel Brefotrofio di Bergamo.

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