«Lo Spirito del Pianeta» si materializza ancora una volta a Chiuduno. Il festival dei popoli indigeni, delle etnie e delle tradizioni popolari torna da domani (venerdì 27 maggio) a domenica 12 giugno. Cosa accadrà in questi 17 giorni, ce lo racconta Ivano Carcano, direttore artistico della kermesse: «Oltre al fatto di potersi trovare di fonte un indiano d’America, un azteco, un maya, un indigeno delle foreste del Borneo, ci saranno seminari, laboratori di danze, uomini di medicina che racconteranno le cure delle loro terre, i Rapa Nui che termineranno la più grande statua Moai al di fuori dell’Isola di Pasqua, gli aborigeni australiani che faranno le loro figure ancestrali».
Insomma, ce n’è abbastanza per avvicinarsi al cuore della Terra. Del resto, il festival è nato per offrire un contatto diretto con le persone che vivono la propria cultura, far conoscere le tradizioni dei popoli indigeni, contribuire a sostenerli e salvagurdarli. «Entrerà nel vivo l’Assemblea dei popoli indigeni che abbiamo costituito due anni fa – prosegue il direttore artistico -. Quest’anno dichiarerà il parco di Chiuduno come “patrimonio indigeno dell’umanità”. Inoltre, gli aborigeni ci hanno invitato a portare un po’ di Bergamo in Australia a novembre».
Oltre a cibi da ogni parte del mondo, fiera dell’artigianato, spazio benessere, il festival potrà contare anche quest’anno su tantissima musica. Si parte domani con Davide Van de Sfroos, si prosegue sabato con Michael McGoldrick (musicista di Mark Knopfler), si continua con suoni dall’Irlanda, dalla Spagna, dal Messico, dal Guatemala. Ci sarà anche il Bepi (il 2 giugno). Tutte le serate sono a ingresso libero. Per informazioni si può consultare il sito web del festival.


















