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Deficit visivo, ma guida il trial e va a caccia

Tribunale Bergamo

Prima udienza, ieri in Tribunale a Bergamo, del processo a carico di un 55enne di Oltre il Colle, che deve rispondere di due ipotesi di reato che si escludono a vicenda.

L’uomo ha un deficit visivo e per questo dal 2008 percepisce dall’Inps una pensione di invalidità, ma ha ottenuto il rinnovo della patente e il porto del fucile da caccia, chiaramente incompatibili con un deficit visivo.

Il giudice gli ha contestato che il medico legale lo ha dichiarato «inabile totale e permanente al lavoro, poiché le sue inabilità possono comportare pericoli per sé e per gli altri». Eppure l’uomo guida il trial, lavora in un’azienda agricola, accompagna la gente a caccia.

Il 55enne, laureato ed ex tecnico informatico in una scuola, ha dato la sua versione. Ha detto che nel 2004 ha subito un infortunio: un computer è caduto e le schegge gli sono finite negli occhi. Nel 2007 era tornato a scuola, ma era subito caduto dalle scale e così è diventato inabile al lavoro e percepisce una pensione d’invalidità di 800 euro al mese.

Ha spiegato che al mattino ci vede benissimo, può anche leggere l’elenco del telefono, se non sforza la vista vede anche nel pomeriggio, altrimenti gli si offusca. Inoltre, utilizza una moto da trial a passo d’uomo, su un percorso a dieci minuti da casa, lungo un tratturo per portare a spasso i cani.

Per quanto riguarda il porto d’armi ha detto che fa l’accompagnatore nelle battute di selezione per gli ungulati: con un telescopio identifica l’esemplare da abbattere e dà l’ok al cacciatore. In merito al lavoro, si limita a badare a degli asini e a fare il fieno. Ha sostenuto che non ci guadagna nulla: «Lo faccio per riempire le giornate, per dare un senso alla mia vita», ha detto al giudice. La prossima udienza del processo si terrà il 26 settembre.

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