L’ex sindaco di Gromo Luigi Santus dovrà risarcire all’erario circa tremila euro per una vicenda che risale al 2003, quando con un’ingiunzione voleva imporre al marito di Beatrice Olivari, prima cittadina prima di lui, la tinteggiatura della loro casa. Santus riteneva che con le facciate lasciate a rustico, l’abitazione fosse in stridente contrasto con il contesto circostante.
Già un paio di anni fa il Tar della Lombardia aveva bocciato l’ingiunzione, definita «repressiva e viziata di eccesso di potere per sviamento e disparità di trattamento, difetto d’istruttoria e travisamento delle disposizioni del regolamento edilizio».
In questi giorni si è pronunciata in tal senso anche la Corte dei conti regionale. La magistratura contabile ha condannato Santus a versare alle casse comunali quanto il Comune aveva già risarcito alle parti offese a seguito della sentenza del Tar. La stessa cifra era stata versata al Comune nei mesi scorsi dal tecnico responsabile del procedimento amministrativo contestato.
Nella motivazione della sentenza, la Corte dei conti non ritiene adeguatamente provata «l’intenzionalità dell’ex sindaco di tenere una condotta illecita al solo scopo di pregiudicare i propri avversari politici». Si parla invece di «una grave negligenza nell’osservanza degli obblighi di servizio derivanti dall’esercizio delle proprie funzioni, tali da integrare l’elemento psicologico della colpa grave».

















