Adesso che c’è anche il Comitato, si comincia a immaginare cosa comporterebbe avere il tram fino a Vertova. Se un giorno i binari potessero essere effettivamente posati, dove passerebbero? Quali ostacoli dovrebbero essere superati? Ci sarebbero spazi da sacrificare? Domande che in tanti si stanno ponendo, nei paesi coinvolti (Albino, Gazzaniga, Fiorano e Vertova).
«Il tram delle valli porta sviluppo, modernità al territorio, è un servizio che serve al cittadino ed è una cosa buona – premette il sindaco di Gazzaniga, Mattia Merelli -. Per noi, però, la preoccupazione è alta. Dove dovrebbero passare i binari, nella zona della stazione, abbiamo un grande parcheggio, vitale per il centro di Gazzaniga e per i nostri commercianti. Se il tram dovesse passare e il parcheggio eliminato, sarebbe un grande disagio per il paese. Con ciò non significa che siamo contrari. Anzi, vogliamo capire e mettere il nostro contributo nello studio di fattibilità affinché l’infrastruttura venga realizzata senza gravi danni».

Il sindaco di Gazzaniga, a maggio, ha firmato la lettera d’intenti con la quale tutti gli enti coinvolti si sono impegnati per lo sviluppo del progetto. I Comuni, in particolare, hanno promesso di conservare la possibilità d’uso dell’ex sedime ferroviario, dove dovrebbero passare i binari. «L’ex sedime è stato acquisito al patrimonio del Comune. Significa che è di proprietà dei cittadini di Gazzaniga – sottolinea Merelli -. Si tratta di un valore aggiunto che andrà messo sul piatto nel momento in cui bisognerà trattare per questa nuova infrastruttura. Nel nostro caso, l’ex sedime è preservato, non ci sono edifici. Ci sono magari parcheggi e strade».
Il Comune di Gazzaniga, inoltre, ha già previsto il passaggio del tram nel proprio Piano di governo del territorio (Pgt). «Credo che il nostro sia uno dei pochi Comuni che ha inserito l’opera nella propria pianificazione urbanistica – osserva il sindaco -. Ai tempi eravamo stati lungimiranti ma, ripeto, questo non significa che il progetto si debba realizzare a tutti i costi. Quantomeno pensiamoci».
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