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Spade e documenti per raccontare il disastro del Goglio

«Piogge terribili et diluviose con inondazioni formidabili», quelle che il 1° novembre 1666 si rovesciarono sull’Alta Val Seriana. Fu la «Rovina del Goglio», disastro che segnò per secoli il destino della valle. L’attività per la produzione delle armi a Gromo subì un colpo durissimo, da cui non seppe più riprendersi.

La mostra che porta per titolo la frase citata in apertura vuole proprio raccontare i fatti di 350 anni fa e le loro conseguenze. Inaugurata oggi, si potrà visitare fino al 15 gennaio. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra l’Archivio di Stato di Bergamo, il Comune di Gromo e il Map (Museo delle armi bianche e delle pergamene). È stata realizzata grazie al prestito di materiale di privati, parrocchie e Comuni.

Documenti, spade, disegni originali consentono un viaggio a ritroso nei secoli per inquadrare la portata del disastro, che costò la vita a più di 60 persone, oltre ad avere pesantissimi risvolti economici. L’esposizione si pone sulla scia del libro «La Rovina del Goglio» dello storico Gabriele Medolago, pubblicato un anno fa (qui Medolago racconta cosa accadde il 1° novembre 1666).

Il legame con l’Archivio di Stato nasce invece dal 50° anniversario dell’alluvione di Firenze. ll Ministero dei Beni culturali ha infatti chiesto ad enti e istituzioni locali di partecipare a queste celebrazioni cercando di raccontare eventi simili avvenuti a livello locale. E in Bergamasca è stato scelto anche il disastro del Goglio.

Oggi all’inaugurazione, nella sala consiliare di Gromo, sono intervenuti il sindaco del paese Sara Riva, il direttore del Map Andrea Zanoletti, il direttore dell’Archivio di Stato di Bergamo Mauro Livraga, lo storico Gabriele Medolago e Cinzia Baronchelli di Artelier. Molte le persone che hanno voluto approfittare dell’occasione per visitare la mostra in anteprima.

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