L’anno di sperimentazione è finito. Con l’inizio del 2017 ad Albino i rifiuti si pagano con la tariffa puntuale, grazie all’introduzione dei nuovi bidoni dotati di microchip. Il dispositivo permette di misurare gli svuotamenti e applicare il principio «più inquini più paghi».
Il nuovo sistema continua però a non convincere il gruppo di minoranza «Per Albino Progetto civico». Anzitutto per una questione di costi. «La barzelletta per cui questo cambiamento è stato completamente gratuito credo non la beva nessuno – esordisce il capogruppo Gerry Gualini -. È costato per prima cosa in termini di acquisto dei bidoni. L’amministrazione ne ha comprati 10 mila a 5 euro l’uno, quindi spendendo 50 mila euro. Bisogna poi aggiungere la messa a punto del sistema informatico per la contabilità e tutte le spese dirette e indirette legate al nuovo sistema».
«Ci domandiamo se questo cambiamento abbia portato a risultati così eclatanti da giustificare una spesa tanto elevata», commenta Gualini. Proprio l’esito dell’anno di sperimentazione (fino a giugno in convivenza con il vecchio sacco rosso a pagamento, da luglio solo coi bidoni) alimenta le perplessità della minoranza.
«Il fatto che l’assessore Moretti abbia proposto una variazione al bilancio in riduzione rispetto alle spese previste per la raccolta differenziata è un buon segnale – sostiene Gualini – . Ma non sappiamo bene quale sia il periodo preso in considerazione, visto che il bidone è entrato con un mese di ritardo nella vita delle persone e a novembre già stavamo facendo variazioni sui capitoli di bilancio. Forse la sperimentazione ha riguardato tre o quattro mesi e i numeri non sappiamo quanto siano affidabili».
La minoranza continua ad avere perplessità anche sullo stesso strumento usato per la raccolta della frazione secca dei rifiuti. «Ad esempio, con il gelo, nel caso il bidone rimanga sul balcone perché in casa non abbiamo posto, c’è il rischio che si rompa se si preme per mettere qualche rifiuto in più. Il bidone, inoltre, lo metti fuori dalla porta e lì resta fino a quando puoi ritirarlo, mentre il sacco rosso sarebbe sparito con la raccolta stessa».
Ma, conclude Gualini, «questi elementi non vanno a inficiare il disegno di tendere a una raccolta differenziata sempre più efficace e che possa portare Albino a confermare i risultati degli ultimi anni. I cittadini hanno risposto bene a questa novità, come sanno rispondere bene alle cose che contano».

















