La procura di Bergamo ha chiesto il rinvio a giudizio di Paola Bosio, ex caposala del reparto di Medicina dell’ospedale «Locatelli» di Piario. L’accusa è di peculato.
Dovrà rispondere di medicinali con l’etichetta dell’ospedale e di presidi sanitari (garze, bende, siringhe) che i carabinieri le hanno trovato in casa nell’ambito delle indagini sul fronte principale dell’inchiesta: quello delle morti sospette nel reparto di medicina. L’udienza davanti al Gip è stata fissata per l’8 giugno.
Nel frattempo, oggi il Corriere della Sera riporta la notizia che l’infermiera Anna Rinelli, sospettata di aver somministrato dosi di sedativi a vari pazienti, ha lasciato l’ospedale. Dopo la denuncia dell’azienda ospedaliera si era messa in aspettativa. Lo scorso dicembre avrebbe dovuto rientrare al lavoro e l’azienda le aveva proposto il reintegro in un’altra sede e con altre mansioni. Lei ha invece preferito rinunciare al contratto a tempo indeterminato, che è stato rescisso. Una scelta pare dettata più che altro da ragioni personali.
Anna Rinelli risulta ancora indagata per omicidio preterintenzionale, ma è chiaro che le accuse contro di lei sono destinate a ridimensionarsi, soprattutto dopo la relazione degli esperti nominati dalla Procura. In seguito alle autopsie su cinque dei pazienti morti nei reparti di medicina, gli esperti hanno stabilito che «non è dimostrabile che esista un nesso causale o concausale tra iniezioni di Valium e decessi».
















