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Gestione dell’acqua in proprio? Altro no

Ha eco anche in Valle Seriana e in Valle di Scalve la richiesta di chiarimenti effettuata a Lenna dall’amministrazione comunale sulla gestione dell’acqua.

Il Comune brembano, sotto i mille abitanti, a settembre ha chiesto un nuovo parere in relazione a una sentenza del Consiglio di Stato che sembrava aprire possibilità per la gestione in proprio del servizio idrico integrato invece di confluire in Uniacque.

Tuttavia nel parere del Ministero dell’Ambiente si indica la possibilità di gestire in autonomia sì alcuni servizi, ma in questo caso non quello idrico: il riferimento era all’illuminazione votiva cimiteriale.

Lo scorso aprile un altro documento aveva chiarito che i comuni avrebbero potuto mantenere in proprio questo servizio solo con il consenso dell’Ato (Autorità d’ambito).

In Valle Seriana e in Valle di Scalve sono due i Comuni che non hanno ancora aderito a Uniacque: Valgoglio e Azzone.

«Il 24 dicembre – afferma il sindaco di Valgoglio Eli Pedretti – avevo ricevuto una nota da parte del signor Bonardo, che rappresenta gli interessi degli amici che tutelano l’acqua o che vorrebbero in capo al Comune l’acqua, una richiesta in quanto su L’Eco di Bergamo era apparsa una notizia in cui il Presidente della Provincia sembrava autorizzare per quattro anni la gestione in proprio del servizio idrico. Visto che c’era questa richiesta, mi sembrava giusto dare delle risposte certe. Il 24 mattino ho inviato pertanto una richiesta di parere all’Ato, al signor presidente della Provincia, al consigliere delegato per quanto riguarda le reti e alla Regione. Di risposte per ora ho avuto solo la Regione che mi dice di non confondere fischi per fiaschi, in quanto mi dicono che il sistema idrico integrato è una cosa e lo scarico depurato è un altro. Altra questione, faccio presente che, sempre per nostra correttezza nei confronti dei cittadini, avevamo a suo tempo chiesto un parere al Ministero dell’Ambiente che aveva dato esito negativo per i comuni sotto i mille abitanti. Ciò che preoccupa è sapere che quanto scritto sembra ora che non corrisponda al vero; aveva dato delle illusioni agli amici che combattono a loro modo per la volontà di essere indipendenti. Sto aspettando ancora la risposta ufficiale dell’Ato e della Provincia per poterli incontrare e spiegare loro come stanno le cose e come è stato sempre onesto il nostro atteggiamento nei loro confronti, confrontandoci sempre con gli enti preposti».

Al momento resta la preoccupazione per le possibili sanzioni. «Qualcuno ha sempre ipotizzato che fossero fantasie del sindaco Pedretti – continua il primo cittadino dell’alta Valle Seriana -, ma il Ministero e gli enti preposti hanno garantito che sono previste se non si rispettano le varie clausole. Ci sono perdite, c’è poca efficienza dovuta all’obsolescenza degli impianti e stiamo inoltre spendendo soldi che secondo il Ministero non dovremmo nemmeno spendere».

Appena ci saranno tutte le risposte l’amministratore incontrerà il comitato.
«Mi sembra giusto – conclude Pedretti – mostrare loro tutti i documenti. Vogliamo però una cosa: che la gente sappia che abbiamo fatto un percorso legale. Da parte nostra non c’è stata alcuna dimenticanza nel richiedere le opportune delucidazioni, lo abbiamo già fatto nel 2011».

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