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Vaccini, scontro Regione-Governo sulle scadenze

È scontro tra Governo e Regione Lombardia sull’obbligo vaccinale. Il motivo del contendere è la proroga di 40 giorni concessa da Milano alle famiglie per mettersi in regola secondo le direttive del decreto Lorenzin. Proroga che però la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha bollato come “semplicemente fuorilegge”.

«Regione Lombardia non è fuori legge e la ministra Fedeli si sbaglia. Nessun bambino non vaccinato potrà frequentare le nostre scuole e nessuna proroga è stata concessa per la presentazione della documentazione. Agiamo nel pieno rispetto della legge. Abbiamo solo predisposto un percorso che, attraverso una ragionevole e sistematica interpretazione della norma, aiuterà a raggiungere l’obiettivo. Una norma che ha come finalità quella di far vaccinare i bambini, non di applicare sanzioni o escluderli da scuola», ha detto l’assessore al Welfare di Giulio Gallera nel corso della conferenza stampa che si è svolta, questo pomeriggio a Palazzo Lombardia.

Il decreto Lorenzin prevede che le famiglie per iscrivere i figli a scuola presentino la documentazione relativa allo stato vaccinale e di immunizzazione dei bambini. Due le scadenze: il 10 settembre per i nidi e materne, il 31 ottobre per la scuola dell’obbligo. In alternativa, vale l’autocertificazione: in questo caso i documenti vanno presentati entro il 10 marzo 2018. La Regione Lombardia nei giorni scorsi ha però annunciato di voler concedere una proroga di 40 giorni per mettersi in regola.

Secondo Gallera, la Regione ha deciso di ricontemplare un persocorso previsto dalla stessa legge, che prevede «incontri con specialisti dei Centri vaccinali per sciogliere dubbi e resistenze e compiere una valutazione approfondita delle condizioni sanitarie dei bambini». Un modo per dare la possibilità ai genitori inadempienti di mettersi in regola, «altrimenti il bambino non può frequentare», ha detto ancora l’assessore.

«Il problema non è fermarsi alla mera forma, ma ottenere il risultato della sostanza, che è quello di vaccinare i bambini. Escludere un bambino, il cui genitore il 10 settembre non presenta la documentazione, magari per una distrazione o un impedimento o perché ha bisogno di ottenere più informazioni, è un errore madornale, perché avremo un bambino non vaccinato. Consentire, invece, che le famiglie comprendano l’importanza delle vaccinazioni e si convincano che somministrarle ai propri figli sia la scelta giusta, significa raggiungere l’obiettivo della legge», ha concluso Gallera.

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