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Ardesio, cosa dice Caccia delle dimissioni di Bigoni

Ad Ardesio tengono banco le dimissioni di Alberto Bigoni. La scelta dell’ex sindaco ha colto molti di sorpresa. Non solo per la decisione di lasciare il Consiglio comunale dov’era stato eletto nel giugno 2016, ma pure per le motivazioni che l’hanno accompagnata.

Bigoni ha detto di essersi dimesso anche per lanciare un comitato a sostegno della fusione dei Comuni dell’Asta del Serio, da Piario a Valbondione. Un progetto che il sindaco di Ardesio Yvan Caccia guarda con molta perplessità. «Perché – sottolinea – arriva da chi ha proposto prima un’unione a otto da Piario a Valbondione, poi ridimensionato a quattro, poi diminuita a due perché se ne sono andati Oltressenda Alta e Ardesio. Se l’Unione dei Comuni è finita così, immaginiamo che fine possa fare la fusione, processo molto più complesso. Tra l’altro, questi processi si guidano stando all’interno delle istituzioni, non uscendo», sostiene il primo cittadino.

Caccia parla di «motivazione fantasiosa, solo per recuperare qualche titolo di giornale o di tg e sviare l’attenzione da dimissioni che francamente mi sembrano ingiustificate. La lettera protocollata da Bigoni in Comune non porta alcuna motivazione, questo fa pensare che quelle date erano a solo uso della stampa».

Caccia torna anche sulle dimissioni dell’ex sindaco Giorgio Fornoni (anche lui lasciò pochi mesi dopo le elezioni) e sulla rinuncia ad entrare in Consiglio di Bonaventura Fornoni (assessore nella precedente amministrazione). «Mi sono permesso di dire in battuta che nello statuto di Ardesio Unita c’è qualcosa che non torna, perché far dimettere i propri ex amministratori dopo sei mesi o un anno è una scelta miope. Gli ex amministratori, invece, portano un’esperienza che è un valore aggiunto, ecco perché io ho sempre voluto rimanere in Consiglio comunale anche in minoranza».

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