Un pastore di 50 anni è stato condannato a 10 mesi con la condizionale per aver ucciso con un colpo di balestra il cane di una vicina di malga. Dovrà anche pagare tremila euro di risarcimento alla proprietaria dell’animale e 500 euro all’Ente nazionale protezione animali, costituitosi parte civile.
L’episodio al centro del processo è avvenuto nel febbraio 2014 nei prati della località Denzil, a Castione della Presolana. Le indagini della forestale si erano subito indirizzate sul pastore. Nella sua abitazione, infatti, era stata ritrovata la balestra con dei dardi compatibili con quello che aveva provocato la morte dell’animale.
Secondo l’accusa, l’uccisione del cane sarebbe maturata nell’ambito di una lunga querelle con la proprietaria dell’animale. La difesa ha invece sostenuto che «non ci sono mai stati litigi né c’è mai stata alcuna uccisione». Sempre secondo la difesa, che valuterà il ricorso in appello, il cinquantenne «ha colpito due cani randagi, uno dei quali aveva appena ucciso un agnellino, stava aggredendo la madre e lo stesso pastore. Il colpo di balestra era l’unico modo per allontanare due animali pericolosi».

















