Abbiamo intervistato diverse volte Emiliano Mondonico (scomparso all’età di 71 anni), parlando soprattutto di calcio. Quand’era allenatore dell’Albinoleffe, ma anche quest’estate ad Ardesio, durante una serata che lo aveva visto ospite d’onore alla finale del torneo notturno (guarda il video). C’è stata però un’occasione in cui i temi affrontati sono stati altri: la vita, le nuove droghe, il volontariato.
Era il maggio del 2012 e il Mondo era stato invitato a parlare davanti ai ragazzi del Centro di formazione professionale di Albino. In quell’occasione, insieme all’ex calciatore, Adelio Moro, aveva parlato soprattutto della partita della vita. «Non è lo sport la cosa più importante, ma la vita. Lo sport ti aiuta a superare le problematiche che la vita giorno per giorno ti mette davanti. Nello sport sei obbligato a migliorare i record, ad andare oltre gli ostacoli: quello che la vita ci presenta tutti i giorni. Se sei pronto nello sport, puoi esserlo anche nella vita».
Mondonico aveva raccontato anche la sua esperienza sulla panchina di una squadra di ex alcolisti ed ex tossicodipendenti. Era il modo che aveva scelto per essere loro vicino. «Il volontariato ti permette di aiutare chi ha bisogno di te, ti fa trovare veramente dei rapporti incredibili – ci aveva detto nell’intervista realizzata al termine dell’incontro -. Un grazie di queste persone in difficoltà vale più di tante altre cose. Il volontariato ti fa capire che alle volte non conta andare chilometri lontani da qui per trovare chi ha bisogno. Magari chi ha bisogno vive sul tuo stesso pianerottolo».
Nel video, l’intervista completa:

















