Home Notizie Cessa il punto nascita ma non chiude il reparto, cosa resta a...

Cessa il punto nascita ma non chiude il reparto, cosa resta a Piario

Nei giorni scorsi l’Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) Bergamo Est, da cui dipende l’ospedale di Piario, ha comunicato che il punto nascita cesserà l’attività dopo la mezzanotte di domani, venerdì 12 ottobre (alle 00.01 di sabato 13).

La cessazione del punto nascita non corrisponde alla chiusura del reparto, dove saranno erogati lo stesso servizi, alcuni potenziati.

«Da mesi l’Asst Bergamo Est – spiega l’Azienda in un comunicato – sta lavorando per trovare le soluzioni organizzative in grado di garantire la continuità assistenziale alle donne gravide che risiedono nei comuni afferenti alle Comunità Montane Val Seriana e di Scalve e nel bacino di utenza dell’ospedale di Lovere e grazie anche alle indicazioni Regionali (DGR°XI 268 28/06/2018), ha strutturato una serie di progetti operativi che si concretizzano in un unico documento denominato “Percorso nascita terre alte“. I progetti operativi sono i seguenti:
attivazione di guardia ostetrica presso l’Ospedale di Piario h. 24 , (a partire da venerdì 12 p.v. ore 20);
attivazione del progetto “la tua ostetrica ti accompagna per il parto“, con l’attivazione di una reperibilità ostetrica h24;
attivazione presso l’Ospedale di Piario dell’ambulatorio della gravidanza fisiologica (BRO) gestito dall’ostetrica;
collaborazione dell’ostetrica nell’ambulatorio della gravidanza ad Alto e medio rischio gestito dal ginecologo;
mantenimento dei corsi di accompagnamento alla nascita;
potenziamento degli ambulatori per i pap-test;
attivazione ambulatorio prelievi e tamponi per le gravide in supporto al Laboratorio;
mantenimento del progetto “puerperio a domicilio“;
integrazione organizzativa tra le ostetriche ospedaliere e quelle territoriali.
L’innovazione contenuta in questo modello organizzativo è relativa al cambio di prospettiva sulla presa in carico che non viene garantita solo da ostetriche in ospedale in situazione di “attesa” della donna che si presenta con bisogni ostetrici, ma si trasforma in una prospettiva “pro-attiva”, dell’ostetrica che si reca al domicilio della donna nei momenti cruciali quali quelli del travaglio e puerperio, oltre che rendersi disponibile nel percorso ambulatoriale e nei corsi di accompagnamento alla nascita durante tutta la gravidanza».

2 COMMENTI

  1. Tutte belle cose che si possono fare altrove mentre un bambino nasce quando vuole e coi tempi che vuole. Sono del parere che un servizio di assistenza al parto sia utile sul territorio che è vasto.

  2. Praticamente nulla di diverso da quello che già c’era prima… Cambia solo il nome, o meglio viene dato un nome “altisonante” al progetto del reparto ridimensionato (“percorso nascite alte terre”), ma fondamentalmente è tutto come prima, con la “piccola” differenza che non si potrà partorire a piario e scomparirà il reparto neonatale. Probabilmente qualcuno crede che qui nelle valli siano tutti boccaloni idioti.

LASCIA LA TUA OPINIONE

Please enter your comment!
Please enter your name here