Soccorritori e tecnici da buona parte d’Italia, a Fonteno, per le operazioni di recupero della speleologa rimasta infortunata mentre si trovava nell’abisso Bueno Fonteno. Un vasto spiegamento di forze, ma i tempi si prospettano lunghi. Ci vorranno forse giorni per riuscire a portare in salvo la donna, che si trova a una quota di 585 metri e a circa 6 ore di progressione dall’ingresso della grotta.
La speleologa è Ottavia Piana, 32enne di Adro, in provincia di Brescia. È la seconda volta in poco tempo che in seguito a un incidente rimane intrappolata all’interno dell’abisso Bueno Fonteno. Nell’estate del 2023 venne tratta in salvo dopo oltre 40 ore di permanenza in grotta. Ieri, sabato 14 dicembre, era con un gruppo di altri sette speleologi impegnati ad esplorare la grotta. All’improvviso, sembra durante un’arrampicata in salita, sarebbe caduta da un’altezza di circa 5 metri. Non è escluso che si sia staccato un appiglio, perché la zona sarebbe piuttosto franosa. In seguito alla caduta, Ottavia Piana avrebbe riportato traumi alle gambe, al torace e al volto, forse anche fratture.
L’incidente è accaduto nel pomeriggio. A causa della distanza tra il punto della caduta e l’ingresso della grotta, i compagni usciti per dare l’allarme hanno potuto chiamare i soccorsi solo a tarda sera. Sul posto, è intervenuto il Soccorso alpino con la IX Delegazione speleologica lombarda. Sono inoltre arrivati tecnici da Piemonte, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli, Liguria, ma anche Campania, Lazio e Umbria. Al campo base anche tecnici del Soccorso alpino della stazione Media Valle Seriana, oltre a carabinieri e vigili del fuoco. Le operazioni sono coordinate da Corrado Camerini, delegato del Soccorso speleologico lombardo. È inoltre presente a Fonteno il vicepresidente nazionale del Soccorso alpino Mauro Guiducci. Sta seguendo da vicino la situazione anche il comandante della Compagnia dei carabinieri di Clusone, tenente Maurizio Guadalupi, che si è recato più volte al campo base.
«Ci sono buone notizie perché la persona ferita è stata raggiunta e stabilizzata, quindi è possibile trasportarla fuori dalla grotta – ha spiegato Camerini -. Purtroppo per fare passare la barella è necessario allargare un tratto di quasi cento metri con disostruzioni mirate. Gli interventi verranno effettuati con microcariche di gelatina esplosiva manipolata da tecnici specializzati. Si tratta di un sistema che permette di lavorare in modo molto puntuale e preciso, ma per terminare servirà tempo».
Nel frattempo, nella grotta Ottavia Piana è assistita da medici e infermieri che si danno costantemente il cambio. La speranza è di poterla portare a cielo aperto in poco tempo. Anche se il Soccorso alpino ricorda che «per la loro complessità, gli interventi di soccorso speleologico richiedono tempi prolungati e possono durare anche diversi giorni».


















