Non solo investimenti, per rilanciare l’ospedale di Piario ci vuole anche fiducia. Ne è convinta Antonella Luzzana, presidente dell’assemblea dei sindaci dell’ambito alta Val Seriana e Val di Scalve.
La chiusura del punto nascita è stata un duro colpo per il “Locatelli” e il suo territorio di riferimento. Nonostante il piano di interventi messo sul tavolo dalla Regione, resta l’amarezza per un servizio cruciale e delicato che è venuto a mancare. «La nostra delusione è stata manifestata anche all’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, durante l’incontro a Milano di giovedì scorso – sottolinea Antonella Luzzana -. Di fronte alla chiusura di un servizio, infatti, non si può che esprimere amarezza. Non abbiamo nemmeno ritenuto di dover ringraziare per il percorso fatto, perché il nostro territorio montano viene impoverito di un servizio essenziale».
Resta il fatto che ora bisogna guardare avanti. La Regione si prepara a investire circa 3 milioni di euro per l’ospedale di Piario (il via libera in Giunta dovrebbe arrivare domani, martedì 16 ottobre). Ma c’è il timore che le risorse, da sole, potrebbero anche non bastare per garantire un futuro al “Locatelli”.
«Davanti all’assessore e ai direttori generali ci siamo impegnati in primis a parlare in modo positivo del nostro ospedale di Piario, perché da troppi anni è sulle cronache per episodi negativi – osserva Luzzana -. Il nostro presidio ha un valore, ed è il valore aggiunto della nostra valle. Adesso bisogna impegnarsi a farlo funzionare bene, utilizzando i servizi che ci sono, con l’impegno delle aziende a pubblicizzare e comunicare correttamente quali servizi ci sono. Dall’altra parte – conclude la presidente dell’ambito – è necessario infondere fiducia perché anche il personale ha bisogno di sentire che c’è una fiducia profonda nel suo operato».
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