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Via al Festival delle osterie, per riscoprire le tradizioni

Ricercare nel passato per far emergere valori, significati e tradizioni nel presente. Partenza da dieci e lode per la prima serata del “Festival delle osterie e della cultura popolare”, che accompagnerà i partecipanti per tutto il mese di marzo, (a partire da sabato 2), in un viaggio nella riscoperta delle tradizioni camune.

Il Festival, primo ed unico nel suo genere in tutta la Valle, è proposto dal Distretto culturale di Valle Camonica. «La prima serata è stata un successo: il connubio musica e poesia è stato apprezzato dal folto numero di persone che hanno raggiunto la “piccola” Osteria da Sisto a Cevo», racconta Nicole Fasanini, collaboratrice del Distretto Culturale.

Il Distretto Culturale ha voluto trasmettere, con una diretta streaming su Facebook, l’intera serata dando così la possibilità a tutti di seguire il racconto poetico e musicale di Angelo Trotti e Dario Canossi. “Purtroppo sono lontana, ma grazia a voi sono vicina alla mia gente”, commenta su Facebook una signora che ha seguito la serata sui Social.

Sono dieci (tra osterie e trattorie) le protagoniste degli undici appuntamenti in programma (il 2, 6, 12, 15, 16, 19, 21, 23, 27, 29 e 30 marzo). «Le osterie rappresentano un patrimonio di cultura e di socialità che non può andare disperso – dichiara l’Assessore alla Cultura della Comunità Montana, Simona Ferrarini-. Gli osti per noi sono delle vere stelle della montagna, che tengono vive le nostre comunità. Il Festival è anche un modo per ringraziarli. La scelta delle osterie ci permette inoltre di presentare, in un contesto vivo e popolare, le tante attività e ricerche che abbiamo promosso in questi ultimi mesi».

Poesia, musica, video, balli e racconti della tradizione, animeranno l’intera Valle Camonica: l’idea è quella di accendere un faro di attenzione su questi importanti centri di aggregazione sociale che, in diversi casi, sono anche poli di attrazione e ospitalità turistica.

«Il Festival è il risultato del progetto di ricerca promosso dal Distretto Culturale che ha costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare con il compito di raccontare cosa è cambiato e cosa resiste nelle osterie camune, come questo patrimonio si è evoluto nel tempo e quali sono le caratteristiche delle osterie oggi», sottolinea Nicole Fasanini.

Un’analisi e una ripresa della tradizione a trecentosessanta gradi: non solo dal punto di vista culturale, ma anche culinario. «Ogni osteria proporrà un piatto ed un vino tipici della tradizione camuna; non abbiamo voluto tralasciare l’aspetto culinario per poter così riprendere la cucina tradizionale di un tempo», racconta la collaboratrice del Distretto culturale.

Una novità, frutto di una lunga ricerca, che esordirà nella serata di chiusura del Festival (30 marzo), è il corpo di ballo “I Balarì de l’Adamèl” che mostreranno la ripresa di alcuni balli antichi della tradizione, i costumi e i colori tipici dell’epoca passata. «Tutto è partito da una ricerca storica dei balli tradizionali camuni, svolta da Germano Melotti (cantastorie) con l’associazione di Milano “Lo Stivale che balla”; da questa ricerca ne è nata la pubblicazione del libro “Movenze di comunità. La danza tradizionale di Valle Camonica” – continua Nicole Fasanini -. Il ballo dell’orso, il ballo dei segni e la polesana saranno solo alcuni dei balli proposti e presentati nel repertorio del gruppo. L’obiettivo è quello di riscoprire e valorizzare le movenze tradizionali, cercando di diffonderli nell’intera Valle Camonica, e perché no, anche oltre tra grandi e piccoli».

Altro tassello che arricchisce l’iniziativa è l’idea “Oste, mi fa l’autografo?”. «Ogni osteria avrà la possibilità di lasciare la propria firma (come una vera “Star”) sulle schede dei partecipanti al Festival, presenti sul sito vallecamonicacultura.it. Chi riuscirà a raccoglierne almeno sei dovrà presentarle alla Comunità Montana e riceverà come premio due pubblicazioni del Distretto Culturale. Accanto a questa iniziativa il Distretto Culturale rilancia la campagna social per salvaguardare e valorizzare le osterie: viene chiesto di segnalare, pubblicando la foto su Instagram e taggando #osteriacheposto, la propria osteria del cuore per la prossima edizione del Festival» conclude Nicole Fasanini.

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