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Progetto da rifare per la bretella di Piario

La zona dove passerà la strada

«L’è tutto da rifare», direbbe Gino Bartali. La bretella di Piario riparte da un nuovo progetto e un nuovo tracciato. Le prescrizioni di Provincia, Comunità montana, Snam e Uniacque hanno costretto il Comune a ripartire da capo. O quasi.

La bretella non è altro che il collegamento tra via Bergamo e via Mazzoletti per togliere buona parte del traffico dal centro del paese. Un nuovo tratto di strada destinato anche a rendere più agevole la viabilità dall’alto Serio verso l’ospedale di Piario e viceversa. Soprattutto per ambulanze e bus, oltre che per le automobili. All’intervento è abbinato l’allargamento della strettoia lungo la provinciale 51, venti metri davvero angusti, spesso fonte di incidenti.

Per le due opere ci sono a disposizione 450 mila euro di fondi Bim, attraverso la Comunità montana. E anche il Comune di Piario è pronto a far la sua parte con circa 16 mila euro. L’inizio dei lavori è atteso da tempo. Qualcosa però si è inceppato, fino alla decisione di rivedere tutto.

«Sono stanco di parlare di questi interventi – osserva il sindaco di Piario, Pietro Visini -, perché finora di problemi ne abbiamo incontrati troppi. La Provincia di Bergamo, visto che il tracciato era previsto fuori dal centro abitato, chiedeva una strada larga 10 metri con altri 5 metri di rispetto per parte. In totale 20 metri, che facevano diventare l’opera troppo costosa. La Comunità montana voleva mitigazioni ambientali e interventi compensativi di equilibrio idrogeologico perché vecchie mappe identificavano parte del tracciato come bosco ad alto fusto. Anche in questo caso un aggravio di costi».

Ma non è finita qui. «La Snam ci ha detto, giustamente, che dovevamo tenere una distanza di 5 metri dal loro tubo del metano ad alta pressione – prosegue il sindaco -. Infine Uniacque ha evidenziato che su parte del vecchio tracciato è presente la tubazione principale di adduzione al bacino di San Rocco. Anche in questi casi gli interventi necessari avrebbero significato un aumento dei costi per la nuova bretella».

Conti alla mano, dunque, il collegamento non si sarebbe potuto realizzare con i soldi previsti in un primo momento. «Abbiamo dovuto rifare il progetto – aggiunge Visini -. A parole sembra semplice, ma questo significa ridare l’incarico al progettista, ricominciare l’iter burocratico e tutto quel che ne consegue».

Nuovo progetto vuol dire, ovviamente, anche nuovo tracciato. La zona rimarrà la stessa, solo che il collegamento verrà spostato più in basso. «Sarà più vicino alle case e più tortuoso, perché verranno aggiunte due curve – spiega Visini -. Ma in questo modo viene ridotta la lunghezza e, con gli stessi soldi, riusciremo a mettere anche l’illuminazione. I lampioni illumineranno parte delle abitazioni e di conseguenza dovrebbero diminuire i furti che purtroppo sono in crescita. Oltretutto la strada avrà meno pendenza».

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