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Verso la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

L’ultima domenica di settembre (tra qualche giorno, il 29) si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. L’alta Valle Seriana ha già iniziato un cammino di preparazione per questo evento con alcune iniziative e celebrazioni che si sono tenute sabato 21 settembre.

A Rovetta si è tenuto un incontro dal titolo “Fratellanza umana” che ha coinvolto cristiani e mussulmani anche in una camminata  diretta all’oratorio di Fino del Monte.

Giovedì 26 settembre al cinema Garden di Clusone verrà proiettato il film “Bangla”. Venerdì 27 settembre a Vilminore è in programma una serata con don Massimo Rizzi, Antonio Carminati e don Domenico Locatelli sul tema “Il pane degli altri (i nostri emigranti e non solo)”. Mercoledì 2 ottobre alle 20,30, all’oratorio di Gromo, sarà proposto un filmato dal titolo “Esperienze di accoglienza dei richiedenti asilo in Alta Valle Seriana”.

A livello diocesano gli appuntamenti più importanti quest’anno si terranno in Valle Brembana: domenica 29 settembre alle ore 17 la Santa Messa con il Vescovo monsignor Francesco Beschi. Giovedì 3 ottobre all’oratorio di Zogno il convegno Diocesano “Si tratta di noi”.

Parleremo di accoglienza e della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato questa sera a Decoder, trasmissione condotta dal giornalista Andrea Filisetti (ore 20.30, canale 88 del digitale terrestre). Le repliche giovedì alle ore 14 e venerdì alle 23.15.

Numerosi gli ospiti in studio: don Sergio Gamberoni, direttore UPM (Ufficio Pastorale Migranti della Diocesi di Bergamo); don Mario Marossi, cappellano dei migranti in Diocesi di Bergamo; Mauro Salvoldi e Carolina Poloni della commissione GMMR 2019 del territorio Alta Valle Seriana e Valle di Scalve; Luca Blumer, coordinatore progetto di accoglienza della Cooperativa La Fenice; Gaetano Pezzoli volontario Coop. La Fenice; Ndiaye Mor, richiedente asilo; Maria Vezzoli, volontaria presso l’ex comunità di Castione della Presolana e Hamed Konate, ex ospite a Castione della Presolana.

4 COMMENTI

  1. Vi suggerisco la scaletta della trasmissione:

    I migranti:
    1) Qualcuno li OBBLIGA a venire?
    2) Essi FUGGONO da qualcosa?
    3) Essi, vanno INSEGUENDO qualcosa?
    4) Oppure qualcuno li PAGA per venire?

    Altre possibilità non ve ne sono: e certamente alla gente interesserebbe sapere (finalmente) anche qualche PERCHE’, e NON sempre e NON solo le cose indicate nell’articolo.

    PS: i due PRETI, sono il secondo e il terzo da sinistra, ho scoperto. Interessante sarebbe sapere perché mai costoro non vestano la talare, non portino il collarino bianco e in genere non mostrino alcun segno del proprio stato chiericale…

    • Io provengo da una famiglia (mio Padre, mio Nonno, miei Zii e Cugini) di migranti economici (e tanti erano qui nella nostra alta valle) in Francia, Svizzera, ed anche più lontano.
      Potrei rispondere alle tue domande, ma non capiresti ugualmente (perchè tu poni delle domande a cui ti sei gia risposto, pensando che le tue risposte siano quelle giuste ed inattaccabili) ciò vuol dire che spenderei del tempo per nulla.
      Ho anche due cugini preti Missionari in giro per il mondo, e ti assicuro che anche quando non vestono il “talare” sono comunque sempre delle brave persone; e poi l’abito non fa il monaco da sempre…
      Ricorda “caro mio” alle spalle di uno come te, ci sarà sempre uno come me.

  2. In uno dei due precedenti commenti leggo un “leggero” sentore di intolleranza, ed uso questo termine quando se ne potrebbe usare un altro più appropriato e giusto.

  3. Cerco di rispondere alle domande del sig. Fabio:

    I migranti:
    1) Qualcuno li OBBLIGA a venire? Nessuno li obbliga come nessuno obbligava i nostri emigranti ad andare negli USA, in Francia, in Germania, etc
    2) Essi FUGGONO da qualcosa? Fuggono dalla fame e dalla povertà come fuggivano gli Italiani che si sono diretti in Europa e nel continente. Queste persone fuggono anche dalla guerra
    3) Essi, vanno INSEGUENDO qualcosa? Lo stesso sogno di ricominciare una nuova vita, migliore alla precedente, come gli Italiani all’estero
    4) Oppure qualcuno li PAGA per venire? Pensare a qualche Italiano che va in Africa a pagare i migranti per farli arrivare nel nostro territorio, farebbe sorridere se non fosse che il fenomeno è drammatico.
    Non capisco l’obiezione sui sacerdoti e quindi non so la risposta

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